10 febbraio 2010 - Ravenna, Faenza, Lugo, Sanità

Un medico di riferimento per le persone ricoverate

L’Azienda USL di Ravenna ha fatto il punto sugli impegni futuri dopo l’approvazione del PAL

Migliorare i rapporti umani tra personale ospedaliero e degenti, favorire le comunicazioni tra medici specialisti e medici di base. Questi i principali obiettivi dell’Azienda Usl, esposti questa mattina in una conferenza stampa.

“Il PAL (Piano Attuativo Locale) è stato approvato all’unanimità, dopo due mesi di confronto nel territorio provinciale – commenta Emanuela Giangrandi, presidente Conferenza territoriale sociale e sanitaria di Ravenna – Innovazione e concretezza sono le parole chiave ed ogni anno è previsto un monitoraggio, periodico e preciso, per verificare lo stato di avanzamento dei progetti. Al PAL si aggiungono i contributi del Consiglio Comunale di Ravenna e delle tre organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL”. Un risultato che rappresenta la condivisione del progetto tra organi governativi e organi di gestione come l’Azienda Usl.

È stato fatto anche il punto sull’avvio del progetto sul medico di riferimento, obiettivo contenuto all’interno dello stesso piano attuativo locale.

“Il 25% dei ricoverati nel territorio della provincia sono persone anziane, con problemi cronici/degenerativi che richiedono contatti ripetuti e frequenti con la struttura ospedaliera – spiega il direttore generale dell’AUSL di Ravenna, Tiziano Carradori – Il progetto sperimentale, partito il 20 ottobre scorso, è operativo nei reparti di Medicina Interna, Neurologia, Geriatria, Lungodegenza, Post Acuti degli ospedali di Ravenna, Faenza e Lugo. Il progetto consiste, in un primo luogo, nell’affidare il paziente ricoverato alla responsabilità di un medico e di un infermiere che si fa carico di coordinare il percorso diagnostico terapeutico del paziente, durante tutto il ricovero e si rapporta con il medico di medicina generale del paziente per garantire la continuità delle cure dopo la dimissione”.

Sono sei le fasi di avvicinamento per il paziente. Si parte con il consenso ad informare il medico di medicina generale dell’avvenuto ricovero, con l’assegnazione del paziente al medico di riferimento, la notifica al Medico di Medicina Generale dell’avvenuto ricovero dell’assistito, la comunicazione tra medico di riferimento e il Medico di Medicina Generale, la successiva dimissione del paziente e un’ulteriore notifica al Medico di Medicina Generale dell’avvenuta dimissione del paziente.

“Da una prima valutazione sull’andamento del progetto – spiega l’Ausl – il medico di riferimento è stato attribuito a circa l’80% dei ricoverati nel periodo 20 ottobbre 2009 – gennaio 2010. Oltre il 90% dei pazienti ha espresso il proprio consenso alla notifica dell’avvenuto ricovero al proprio medico di medicina generale. Progressivamente, nel periodo considerato, risultano effettuate oltre 1000 notifiche di avvenuto ricovero ai Medici di Medicina Generale”.

Le organizzazioni sindacali, nell’appoggiare il piano, hanno ricordato l'importanza delle professionalità di medici ed infermieri, considerando il progetto del medico di riferimento come uno step per migliorare l’integrazione con i pazienti.

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