10 febbraio 2010 - Ravenna, Cronaca

Videosorveglianza, approvato il regolamento

Il consiglio comunale ha dato all'unanimità voto favorevole

L’assessore alla Sicurezza Gianluca Dradi ha illustrato lunedì sera al consiglio comunale il  regolamento per la videosorveglianza che viene attivata dalla Polizia municipale attraverso un sistema di telecamere dislocate sul territorio comunale a tutela della sicurezza. Il regolamento ha lo scopo di disciplinare il trattamento dei dati in relazione alla normativa nazionale sulla riservatezza dei dati personali, prevedendo una figura responsabile - il comandante -, la visibilità delle telecamere e il corretto uso delle informazioni visive ottenute.
“Lo scopo del regolamento – ha spiegato Dradi – è quello di bilanciare e contemperare le finalità volte alla sicurezza della comunità con la garanzia il trattamento corretto dei dati personali dei cittadini”.

Il dibattito
Marco Bertozzi di FI-Pdl esprimendo un giudizio postivo ha chiesto che venga presentata e ufficializzata anche la piantina con la collocazione delle telecamere sul territorio.
 
Valentina Morigi del Movimento per la sinistra: “Nonostante il nostro generale dissenso sull’utilizzo di tali strumenti, il nostro stasera sarà un voto favorevole perché il regolamento è volto a tutelare il diritto del cittadino di essere a conoscenza delle modalità con le quali vengono utilizzati i propri dati personali”.

Per Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, “le telecamere aiutano solo se sono abbinate ad un pronto ed immediato intervento delle pattuglie sul posto, qualora si verifichino fatti che turbano l’ordine pubblico. L’utilizzo di questi strumenti deve essere dedicato al monitoraggio come misura di prevenzione e per migliorare l’efficacia delle operazioni delle forze dell’ordine, così come avviene in altre città”.     

Alberto Fussi del Pri: “La videosorveglianza deve essere tenuta in massima considerazione nel contesto di tutte le varie possibilità di intervento (nuovo e/o tenologico) per la tutela dell’incolumità delle persone ed il monitoraggio dell’ordine pubblico senza sostituire le forze di pubblica sicurezza ma supportandone l’operato. Ritengo quindi si debba senz’altro incentivare e modernizzare i punti di osservazione e di rilevamento per affiancare e potenziare sempre più l’attività di controllo e repressione dei fatti illeciti. Indubbiamente la sola presenza di questi impianti di rilevamento oltre ad essere un deterrente per i malintenzionati potrà rassicurare i cittadini e determinare un maggior grado di sicurezza nelle zone monitorare. Non sono d’accordo con altri colleghi sul fatto che tali apparati non sempre sono utili a prevenire episodi illeciti e per rafforzare questa convinzione tutti i fatti di cronaca che in buona percentuale vengono risolti proprio da queste installazioni di videosorveglianza quindi nessuna perplessità e voto favorevole”.

Riccardo Pasini di Ulivo-Pd: “E’ indiscutibile che il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine debba essere attuato nelle ventiquattro ore. Comunque questo regolamento di videosorveglianza che andiamo ad approvare è necessario ed è uno strumento utile di prevenzione per la sicurezza del cittadino e per il controllo del territorio. Questa è anche una dichiarazione di voto favorevole del gruppo Ulivo-PD”.

Gianfranco Spadoni “per Ravenna”: “ La telecamera è uno strumento certamente molto utile per controllare i punti critici del territorio, anche se lo spirito non deve essere quello di trasformare  Ravenna  in una “città assediata,” o poliziesca,  né tantomeno può essere messo in discussione o  compromesso uno dei diritti principali della persona, vale a dire il diritto alla libertà e alla privacy. Tutti sono consapevoli che tale strumento di videosorveglianza ha una funzione  basilare di deterrente e, soprattutto in alcuni punti critici – dalle scuole, ai sottopassi, ai parchi e alle zone più a rischio – può  contribuire a fornire risposte importanti. Tale sistema, tuttavia, non è sufficiente sul piano della prevenzione e della sicurezza totale dei  cittadini; vi sono,  infatti,  altri fattori, oltre all’ordine pubblico, che richiedono interventi per contribuire concretamente a raggiungere l’obiettivo. Vale a dire la  corretta illuminazione dei luoghi pubblici, la qualità urbana, il recupero degli edifici degradati e lasciati in stato d’ abbandono, alcune  zone della città  completamente dimenticate e lasciate a sé stesse,  politiche  più incisive tese a promuovere l’integrazione e la convivenza civile nel rispetto delle regole e della cultura della legalità.
In un’ottica di prevenzione, dunque, vanno utilizzate ed intensificate le risorse tecnologiche  come le telecamere, ma allo stesso tempo devono altresì essere valorizzate appieno le risorse umane, a cominciare dal ruolo della Polizia municipale attraverso azioni di presidio e di controllo del territorio, sino ad arrivare, ove necessario, a misure repressive. In ogni modo, il rispetto della libertà dei cittadini e della privacy è al primo posto e non può essere messo in discussione”.

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