14 febbraio 2010 - Ravenna, Economia & Lavoro

Salute e benessere, torna “Happy Bio”

Anche nel 2010 sulle spiagge degustazioni di prodotti biologici

Il gruppo di lavoro “Happy Bio” degli stabilimenti balneari, aderenti al Sindacato Italiano Balneari Ascom Confcommercio Ravenna (SIB), che promuovono il territorio attraverso i sapori e profumi delle tipicità romagnole, si è incontrato nei giorni scorsi per discutere il programma 2010 che, per il settimo anno consecutivo, porterà sulle spiagge dei nostri lidi degustazioni di prodotti biologico e altre coinvolgenti iniziative.

Ha preso parte all’incontro l’assessore provinciale al Turismo e Agricoltura Libero Asioli, complimentandosi per la sensibilità dimostrata verso i prodotti bio e le tipicità del nostro territorio.

Bruna Montroni, presidente della Cooperativa Bagnini Ravenna, ha ringraziato l’assessore per l’interesse dimostrato, ritenendo che la collaborazione fra pubblico e privato sia una grande risorsa per l’economia dell’intero territorio. “Per l’anno 2010 – ha aggiunto – il nostro programma comprende la valorizzazione della frutta del territorio negli stabilimenti del gruppo “Happy Bio”: Ci auguriamo che la collaborazione con il settore agricolo romagnolo dia ‘i suoi frutti’”.Il gruppo di lavoro “Happy Bio” degli stabilimenti balneari, aderenti al Sindacato Italiano Balneari Ascom Confcommercio Ravenna (SIB), che promuovono il territorio attraverso i sapori e profumi delle tipicità romagnole, rinnova, sulle spiagge dei nostri lidi, l'appuntamento con le degustazioni di prodotti biologici.

“Oggi, sempre di più si parla di un mercato – ha concluso Fausto Faggioli, docente del Corso e promotore, insieme a SIB Confcommercio, del Progetto Happy Bio - in cerca non del singolo prodotto o azienda, ma del ‘prodotto territorio’. Credo che gli Stabilimenti Balneari ‘Happy Bio’ possano essere esempio importante per il sistema territorio. L’impegno del gruppo, attraverso la promozione dei prodotti locali, intende individuare le radici dell’identità territoriale e utilizzarle come leva per lo sviluppo economico. Si tratta di un richiamo turistico specifico e identificante, per riscoprire i tesori e le peculiarità nel contesto geografico e culturale che li ha prodotti, alimentati e preservati nel tempo.”

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