25 settembre 2009 - Ravenna

“I Comuni incentivino le buone abitudini”

Mario Tozzi, ospite a Ravenna, parla di energia, acqua e rifiuti

Il geologo, ricercatore e conduttore televisivo Mario Tozzi è stato ospite a Ravenna in occasione della presentazione di “Ravenna 2009: Rifiuti, Acqua, Energia. Sostenibilità e Innovazione, Città e Territorio”, festival di livello nazionale che per il secondo anno consecutivo porterà in città (dal 30 settembre al 20 ottobre) studiosi e tecnici da tutto il mondo per parlare delle tematiche legate all’ecologia e all’ambiente.
A margine dell’incontro, Tozzi non ha negato la propria disponibilità a rispondere ad alcune domande legate anche all’attualità ravennate.

Negli ultimi mesi a Ravenna c’è stata una protesta contro la costruzione di isole ecologiche interrate nel centro storico. I contestatori sostenevano che con lo stesso investimento si sarebbe potuto dare vita a una raccolta “porta a porta” più serrata, che avrebbe ridotto anche il transito di grossi mezzi di trasporto. Qual è la sua idea?

“Non è un discorso che si possa affrontare in generale. Bisogna vedere chi ha valutato i flussi di traffico e il bilancio che si ottiene. Bisognerebbe sapere che mezzo si usa per andare a gettare lì i rifiuti, se ci si va a piedi o con l’auto. Dipende molto da questi fattori. Così rischio di dire una cosa troppo generica, anche se in linea di principio nei centri storici il porta a porta funziona. Come ho detto prima, con questo metodo si può arrivare al 75 per cento di raccolta differenziata”.

Nel suo intervento ha parlato dell’importanza delle strategie politiche e proprio in questi giorni si è appreso della richiesta del Governo italiano all’Ue di rivedere il livello di emissioni per l’Italia.
“E per fortuna l’Europa ha risposto di no, che mi sembra la risposta più sensata. In altri Paesi ci si impegna per fare di più dei limiti che vengono imposti dai protocolli; nel nostro si fa finta di niente e si cerca di guadagnare tempo. Non c’è nemmeno una conoscenza scientifica dei problemi. Obama, per esempio, ha uno staff di scienziati che lavorano con lui. Qui da noi mi pare di vedere che ci sono staff di prestazioni di altra natura”.

Le amministrazioni locali che cosa possono fare per tradurre in pratica i principi di sostenibilità ambientale?
“Possono fare molto nella gestione dei rifiuti e dell’acqua. Per l’energia è effettivamente più complicato perché ci sono le grandi utenze. Però possono favorire il decentramento energetico (piccoli impianti fotovoltaici ecc.. per le utenze domestiche, ndr), la raccolta differenziata e un uso sostenibile dell’acqua. Questo lo possono fare prima di tutto con campagne di informazione e poi con una politica, almeno temporanea, di incentivazione. In molti casi si tratta di cambiamenti di abitudini. Per esempio con l’acqua: una volta che si è data tutta l’acqua che serve per gli usi quotidiani - 50, 100 litri al giorno -, il resto lo si può far pagare di più. L’acqua non deve essere gratis. Deve rimanere un bene, ma i servizi possono essere pagati anche di più. Oggi mi pare che paghiamo 1 euro per mille litri di acqua: francamente nessuno si deve scandalizzare se si dovesse pagare un po’ di più”.

A Ravenna si parla da tempo di un rigassificatore. C’è l’economicità?
“Certo. C’è per chi lo costruisce. Bisogna vedere, però, di cosa si parla nel dettaglio. Molto spesso ci sono modi meno invasivi di produrre energia e il primo fra tutti è risparmiare ed essere più efficienti. Se si risparmia e si è più efficienti magari si può evitare di costruire una nuova centrale. Ma queste sono politiche nazionali”.

Vania Rivalta

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