5 maggio 2014 - Ravenna, Cronaca, Cultura

Palazzo Rasponi, da residenza aristocratica a 'Casa dell'Europa'

Il 9 maggio l'inaugurazione dell'edificio del '700 interamente restaurato

Da residenza di una famiglia aristocratica di Ravenna a ‘Casa dell’Europa’. È tutto pronto per la riapertura di Palazzo Rasponi dalle Teste, lo storico edificio oggetto di restauro che sarà restituito alla città venerdì 9 maggio.

Costruito all’inizio del XVII secolo per volontà della famiglia Rasponi, l’imponente edificio rinasce dopo oltre due anni di cantieri che hanno completamente rivitalizzato i 6.000 metri quadri di superficie distribuita su quattro piani. Il progetto, di un costo complessivo di 10 milioni di euro, è stato sostenuto interamente dalla Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna e consentirà di realizzare la “Casa dell’Europa” della città di Ravenna, luogo dedicato ad attività artistico culturali di vario genere.

Al piano terra verranno ospitati lo Iat e gli uffici del Turismo, il piano nobile formerà un nuovo polo di attrazione per il pubblico con l’organizzazione di attività culturali ed espositive mentre l’androne monumentale servirà da collegamento tra le varie aree. Ma il destino del palazzo sarà meglio definito alla fine di ottobre: in caso di successo della candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura infatti, il Palazzo diverrà il “quartier generale” delle attività nonché contenitore di eventi e iniziative legate alla valorizzazione delle tematiche europee.

Festa grande per l’Europa. La riapertura, che vedrà in programma concerti, mostre e convegni, coincide con la ‘Festa dell’Europa’, come ha spiegato il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci: “lo spirito europeista dei ravennati è antico e solido ma quest’anno la ricorrenza ha un significato particolare per la città, candidate finalista al titolo di Capitale della Cultura. Con Ravenna2019 abbiamo voluto festeggiare in modo degno, qualunque esito avrà la competizione”. Mercoledì 7 maggio è previsto un prologo con il filosofo Massimo Cacciari che al Palazzo dei Congressi di Largo Firenze incontrerà studenti e cittadini per parlare di "Una certa idea d'Europa". 

La storia. Nel corso dei secoli l’edificio ha subito numerose trasformazioni mentre risale al 1938 l’apertura della piazza del Mercato (l’attuale piazza Kennedy) su cui si affaccia il fronte principale del palazzo, con la demolizione di un isolato medievale che comprendeva i resti della chiesa di Sant’Agnese, il giardino della famiglia Rasponi e alcuni magazzini ed edifici privati. La sua immagine cambia radicalmente: non è più visto di scorcio come lo è stato fin dall’inizio della costruzione ma frontalmente, appiattendone così il ricco portale barocco. Danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, il complesso monumentale viene ceduto al Comune di Ravenna nel 1977, durante il mandato del sindaco Aristide Canosani, che a sua volta negli anni ’80 e ’90 lo ristruttura per realizzarvi la sede del polo universitario ravennate. I primi accordi con l’amministrazione comunale e la Fondazione del Monte per la rinascita di Palazzo Rasponi dalle Teste risalgono al 2005 e, vengono aggiornati nel 2010 dal sindaco Matteucci e dal presidente della Fondazione del Monte Marco Cammelli.

Il restauro. Il progetto di restauro è stato affidato allo Studio Cervellati, sotto la supervisione di Pier Luigi Cervellati. I lavori sono stati assegnati al Consorzio Cooperative Costruzioni (CCC) di Bologna mentre la CMC Ravenna è l’impresa esecutrice. All’impresa Arte&Restauro di Mandriole di Ravenna sono stati invece affidati i lavori di restauro e conservazione delle numerose opere d’arte custodite all’interno del Palazzo.

“E' un palazzo ricco di una storia densa e difficile che lo rende un romanzo giallo di cui non sappiamo bene il nome dell’autore" – ha spiegato il progettista Cervellati. Di Palazzo Rasponi si sa infatti che fu costruito per volontà di Giovanni Rasponi (vescovo di Forlì dal 1689 al 1714) e del fratello Giuseppe conte, che nell’ultimo decennio del ‘600 realizzano una nuova residenza su un’area già costruita. Su chi lo abbia ideato invece sono state formulate varie ipotesi, senza arrivare ad una soluzione di assoluta certezza.

Una curiosità: la dicitura 'dalle Teste' fu aggiunta dalla famiglia successivamente, riprendendo il soprannome dato dai cittadini al Palazzo detto 'delle teste' per via delle numerose facce, leonine e di mori bendati, scolpite sulla facciata. 

(v.v.)

 

 

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