Le poesie più votate

A "L'uomo che sa" e "D'amore, d'affanni e di finali gioiosi" le due cene offerte da Publimedia Italia
16 febbraio 2010 |  San Valentino | Lugo | Faenza | Cervia | Ravenna |

Saranno gli autori delle poesie “L’uomo che sa” e “D’amore, d’affanni e di finali” gioiosi a ricevere gli omaggi offerti da Publimedia Italia per l’iniziativa “La tua frase d’amore”. Il primo come frase più poetica, il secondo come più divertente.
Entrambi avranno un mese di tempo per gustare, insieme a un compagno/a, una cena al ristorante Cinema Alexander di Ravenna, accompagnata da una bottiglia di champagne.
Ravenna24ore.it ringrazia tutti i lettori che hanno partecipato, inviando poesie - tutte molto belle - o semplici messaggi d’affetto.

L'uomo che sa

Ha una crepa nel cuore

e una farfalla sulla bocca

l'uomo che amo.

Uno sguardo che sa.

Due occhi che hanno visto.

Ha un'ombra opaca di malinconia

e una speranza antica.

Ma ha due note sotto i piedi

e un sorriso largo.

Generoso e bambino.

E sa danzare nel fango.

D'amore, d'affanni e di finali gioiosi
C'era una volta, nel regno di Cattolina,
la dama più bella della vallata,
tal madamigella Lisabina,
donna colta e saggia da molti amata.

In quell' anno, girovagavan vescovi coi giullari,
a raccontar imprese eroiche, dalla terra ai cieli.
Lisabina s'affascinava sentirli cantare di virtù popolari,
e il 10 gennaio 269 scrisse al suo grande amore, Sir Timoreli.

In esilio è da 2 anni al nord, non si sà ancor bene dove,
e l'idea è di consegnar al vescovo la lettera,
che la porti con sè nel suo viaggio con il bove.
Il vescovo, il Valentino da Terni, gambe in spalle verso nord accelera.

E arrivato a Mavenna cominciò a cercare,
ma del ragazzo esiliato niente da fare.
E verso mezzodì, mentre assaggiava pane arrivò una sventura,
gli rubarono il bove e indovinate ? anche la lettera che custodiva con premura.

Un pò turbato continuò la ricerca,
forte della sua memoria pensò ad un esca ...
Scrisse grande su di un muro :"cercasi Sir Mitoreli ?"
E s'appollaio in una casa li vicino ad osservarne i cimeli.

Dopo tre giorni e tre notti arrivò un signorotto,
che portava con se un controfagotto...
...disse d'esser il Mitoreli
ed il Valentino ai settimi cieli.

Cosi il signorotto ben istruito sui fatti cavalcò verso Cattolina,
ed arrivò il 14 febbraio 269 un pò stanco verso mattina.
Lisabina cercò per ore, chiedendo alla gente in paese,
l'attesa non fu tanto lunga, perchè Lisabina presto apprese.

All'incontro, dapprima estremamente imbarazzata,
divenne presto lievemente eccitata.
E tralasciando questo e quello,
si chiusero tutto il giorno nel suo castello.

Questa è la storia di San Valentino,
un vescovo simpatico e un pò sbarazzino.
Non si sà bene se fosse smemorato,
ma in questa storiella lo è diventato.

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