16 maggio 2014 - Ravenna, Cultura, Eventi, Arte

Sgarbi: “Ravenna Capitale della Cultura se punterà sul suo passato”

Il critico al Tamo per la presentazione de “Il genio delle acque”

Sarà aperta al pubblico oggi pomeriggio l’esposizione permanente “Il genio delle acque” allestita nel complesso agostiniano del Tamo. A tre anni dal suo ritrovamento nel sottosuolo di piazza Anita Garibaldi (in seguito a lavori di scavo effettuati da Hera per la realizzazione di un’isola ecologica), viene restituito alla fruizione del pubblico il mosaico pavimentale di una domus di epoca imperiale (risalente al I e II secolo d.C.), nei cui elementi decorativi compare una divinità fluviale barbata.

 

Nel pomeriggio di ieri, la nuova sezione è stata presentata da Vittorio Sgarbi nel corso di una lectio magistralis tenuta all’interno del complesso di San Nicolò. All’incontro sono intervenuti la presidente della Fondazione RavennAntica Elsa Signorino, il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci e il direttore di Hera S.p.A. Tiziano Mazzoni.

Il futuro di Ravenna è tutto nel suo passato, nei suoi mosaici. È per questo che non ha senso investire, a livello artistico, in qualcosa che non riguardi questo passato – Ha detto Sgarbi – La grande fortuna di questa città è quella di avere avuto amministrazioni illuminate che lo hanno capito e hanno concepito musei nuovi, come la Domus dei Tappeti di Pietra e il Tamo, che ci parlano dell’antico. Questo non è stato fatto a Roma, dove sono stati creati due musei di arte contemporanea il MAXXI e il MACRO, che non interessano a nessuno, né ai turisti che si trovano già in una ‘città museo', né tantomeno ai romani”.

 

Sul nuovo allestimento ha spiegato: “L’operazione fatta da Hera con ‘Il genio delle acque’è portatrice di un messaggio importante: è giusto che una città moderna funzioni al meglio (ad esempio con le isole ecologiche che Hera stava realizzando quando è stato rinvenuto il mosaico pavimentale) ma senza dimenticare di salvare il salvabile di ciò che è la nostra storia, il nostro sottosuolo, recuperandolo e valorizzandolo. Il ‘genio’ – ha poi continuato Sgarbi – è in realtà un elemento decorativo al quale è stato attribuito il valore di divinità legata all’acqua. L’acqua è uno degli elementi di Hera: la multiutility ha così intelligentemente legato sombolicamente a sé, al suo nome il reperto”.

 

Vittorio Sgarbi ha infine concluso facendo cenno alla candidatura di Ravenna al titolo di Capitale Europea della Cultura: “Con ‘Il genio delle acque’ si è fatta un’operazione quasi proustiana: si è voluto salvare un piccolo pezzo di Ravenna che forse sarebbe andato perduto per sempre, recuperando con esso la memoria di un mondo che non esiste più. Ogni piccola reliquia del sottosuolo è un pezzo dell’anima viva di Ravenna. Solo operazioni come questa, di recupero del passato e della sua identità, danno il senso che questa Città possa davvero essere Capitale Europea della Cultura. Ma lasciando cadere le ambizioni di diventare altro da quello che è”.

 

 

C. Nardi

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