23 giugno 2014 - Ravenna, Cronaca

Mais alla diossina, M5S: “Si faccia chiarezza sui rischi”

I 5 Stelle ravennati chiedono lumi in un question time presentato al sindaco Matteucci

Sta destando molta preoccupazione in queste ore la notizia, partita dal sito di informazione PeaceLink e diffusa dai quotidiani, “di un carico di mais ucraino di 26.250 tonnellate destinato all’alimentazione animale contaminato da diossina”, sbarcato nel porto di Ravenna il 5 marzo.

 

Risalgono al 15 maggio le analisi sulla partita, che il 9 giugno scorso avrebbero dato risultati poco confortanti, evidenziando un livello di intossicazione parecchio superiore ai valori minimi consentiti; risultati, che hanno fatto scattare l'allerta sanitaria del Rapid Alert System for Food and Feed (RASFF).
 

Sulla vicenda è intervenuto quest’oggi il Movimento 5 Stelle Ravenna che ha presentato un “question time” al sindaco Matteucci, “in modo da avere già delle risposte nel prossimo Consiglio Comunale”. Il gruppo consiliare, tramite il capogruppo Vandini,  ha chiesto al primo cittadino  quali allevamenti siano risultati contaminati; se si ha l’assoluta certezza che le carni, il latte o le uova prodotti da animali nutriti con questo mais non siano finiti in commercio; se l’amministrazione non pensi sia il caso di proporre che al P.I.F ( Posto di ispezione frontaliera), per il rilascio del D.C.E. ( documento comune d'entrata), o N.O.S ( nulla osta sanitario) vengano fatti controlli accurati a tutela della salute senza limitarsi solamente al controllo della documentazione relativa al carico e alla

provenienza.

 

“Per restare in tema diossine – continua il movimento -  come ormai noto fin dal 2011 ci siamo mossi per effettuare in prima persona indagini di biomonitoraggio e vista la non significatività dal punto di vista analitico dei risultati che rilevammo (pochi campioni), chiedemmo alle istituzioni di fare qualcosa;  visti i risultati preoccupanti che ottenemmo, chiedemmo all’amministrazione di iniziare una campagna di biomonitoraggio. Il Sindaco ci chiese di sospendere questa richiesta perché aveva intenzione di muoversi in Regione affinchè fosse proprio essa stessa ad inserire la nostra città in un gruppo di lavoro regionale di monitoraggio ambientale.

 

Si arriva dunque a novembre 2013 – continuano i 5 Stelle -  e non avendo ricevuto nessun tipo di risposta decidiamo di riproporre la nostra richiesta seguendo quanto venne fatto a Forlì nel 2011, ovvero un Tavolo Tecnico Interistituzionale fra Comune di Forlì, Azienda U.S.L., Provincia Forlì-Cesena, ARPA Sezione Forlì-Cesena e Ordine dei Medici, avente come scopo lo “studio e la sistematizzazione dei controlli per diossine e PCB nelle matrici ambientali ed alimentari”. Chiedemmo di discutere questa nostra richiesta in tutti i Consigli Territoriali in modo da coinvolgere maggiormente la cittadinanza su un argomento non semplice ma assolutamente importante, con lo scopo di trovare una condivisione trasversale e di fare informazione. Il PD allora propose un suo odg nel quale chiedeva solamente che la Regione entro giugno 2014 ci fornisse i risultati del gruppo di lavoro sui quali poi fare ulteriori valutazioni.

In oltre sei mesi, non si è riusciti a svolgere questa discussione  in tutti i Consigli Territoriali”.

 

 

Tag: M5S

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