3 settembre 2014 - Ravenna, Politica

Bersani a Ravenna, primarie: “Necessario un dibattito sulle idee”

E sul governo: “Sono fiducioso. Ora si cambi la comunicazione”

Non poteva che iniziare da uno dei temi più caldi del momento, l’articolo 18, la lunga intervista di Alfonso Toschi del Messaggero all’ex segretario del PD Pierluigi Bersani, che ieri sera, all’interno dello spazio dibattiti, ha richiamato i punti chiave del suo pensiero e del suo agire all’interno del Partito Democratico, non sottraendosi anche ad una pacata critica su quella che è la comunicazione odierna di Matteo Renzi: “Sarei più essenziale nei messaggi. La comunicazione è fondamentale per la politica, l’importante è che non prenda il comando”.

 

Alla domanda sull’articolo 18, Bersani ha risposto sottolineando il problema della disoccupazione:  “La questione più scottante di oggi è il lavoro: le regole possono essere d’appoggio o di impedimento, ma non sono loro che danno il lavoro: sono gli investimenti, i consumi e l’innovazione a crearlo. Se la ruota non gira e ci accapigliamo sulle regole non andiamo da nessuna parte”.

 

Per l’ex segretario la soluzione alla piaga della disoccupazione può arrivare unicamente da un insieme di investimenti privati e pubblici: “La domanda è sempre la stessa – spiega Bersani – Dove li prendiamo i soldi in Italia per gli investimenti? Non certo dai tagli, ma dalla riqualificazione, ossia spostando le risorse dai settori in cui sovrabbondano a quelli in cui c’è penuria.

 

Bisogna ricordare che noi siamo un paese con la più alta pressione fiscale, a fronte della più alta infedeltà fiscale. È da qui che bisogna partire – sottolinea con forza Bersani – per creare un meccanismo di vasi comunicanti, tirando su la fedeltà fiscale e abbassando contemporaneamente il carico fiscale su chi dà lavoro”.

 

L’ex segretario non risparmia una bordata sul tema anche all’Unione Europea: “Io friggo quando penso che l’Europa non riesce a fare una legge che eviti la concorrenza fiscale tra i paesi – ha spiegato - perché se consenti che le imprese scappino dove vogliono a pagare meno tasse, succede che scappa anche la ricchezza”.

 

Sulle tante difficoltà del nostro paese, Bersani sintetizza: “Tocca al PD oggi risolvere il problema del secolo, salvare l’Italia dall’affondamento. Dobbiamo insediare un partito del secolo nuovo e fare le riforme per tirare fuori il paese dai guai, o non avremo fatto nulla. Io ho avuto il privilegio enorme di essere stato la guida del PD, finché non è arrivato al governo. Ora è guidato da altri e va bene così”.

 

Quasi d’obbligo una battuta su Silvio Berlusconi, sul quale l’ex segretario afferma: “Dopo le elezioni del 2013 in parlamento non ci sono stati più i numeri per fare leggi ad personam: e non si dica che non l’abbiamo smacchiato!”, conclude sorridendo.

 

Sui prossimi mesi di governo, Bersani spiega: “Ci troviamo di fronte un inverno ‘caldo’: bisogna aggiustare un po’ il linguaggio, la comunicazione, avendo parole di verità. Non si possono affrontare le prossime sfide alla leggera, ma dobbiamo farlo con serietà, rigore e proposte precise”.

 

In conclusione, l’attesa riflessione sulle primarie PD del 28 settembre, per la corsa alla presidenza della Regione dopo le dimissioni di Vasco Errani: “Io sono per le primarie – sottolinea l’ex segretario – ma a me sarebbe piaciuto che in Emilia Romagna il partito fosse stato in condizione di organizzare un dibattito sulle idee dei candidati, più che sui nomi.

 

Questo paese ha bisogno sì di freschezza, e quindi di candidati che provengano dalle nuove generazioni, ma anche di persone che abbiano alle loro spalle la gavetta e quindi la competenza per affrontare le sfide che li attendono. Chi governerà – ha concluso – dovrà investire il consenso di oggi in nome di quello di domani. Senza prendersi rischi non si approda a nulla di significativo”.

 

Carmen Nardi

 

 

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