6 novembre 2014 - Ravenna, Politica

Elezioni regionali, ecco chi sono i candidati ravennati del M5S

Si tratta di Simona Versari, Daniele Piazza, Ilsa Orani ed Eugenio Baldi

 

“In una Regione a 5 Stelle nessuno resterà indietro”: lo ha ripetuto più e più volte la candidata del movimento alla presidenza della Regione Emilia Romagna Giulia Gibertoni, che quest’oggi, al Caffè Letterario di Ravenna ha presentato la rosa dei candidati consiglieri della provincia di Ravenna. Si tratta di Ilsa Orani, 33 anni, imprenditrice di Fusignano, Simona Versari, 42 anni, casalinga con un passato da amministrativa e curatrice in mostre d'arte di Cervia, Daniele Piazza, 36 anni, project manager di Castel Bolognese, Eugenio Baldi, 51 anni, informatico di Brisighella. Presenti all’incontro anche i consiglieri comunali Pietro Vandini e Francesca Santarella.

“La nostra idea di Regione è agli antipodi rispetto a ciò che ha in mente il PD e che ha reso il nostro territorio quello che è oggi: un sistema chiuso nel quale le opportunità sono appannaggio sempre delle stesse persone – ha spiegato Giulia Gibertoni – Le risorse continuano a convergere su infrastrutture inutili e dannose, come la Cispadana, la E55 e gli inceneritori e non resta niente ai giovani che non riescono, pur desiderandolo, a creare proprie realtà imprenditoriali. Noi, invece, intendiamo difendere chi è fuori dalla rete: chi è piccolo, spesso solo e non rappresentato. Nel nostro programma – continua la Gibertoni – la priorità va ad un fondo di garanzia regionale per le piccole e medie imprese, da finanziare con i tagli agli stipendi dei consiglieri e una buona gestione dei fondi europei; altro passo fondamentale sarà il sussidio di disoccupazione per i residenti in Emilia Romagna da almeno 36 mesi”.

I candidati consiglieri hanno illustrato brevemente il nucleo del proprio programma e le idee ad esso connesse.

“La mia priorità è sicuramente la riqualificazione del territorio – ha spiegato Simona Versari – con tutto ciò che vuol dire: dalla lotta alla cementificazione e al decreto Sblocca Italia, che prevede sempre più inceneritori, trivelle e meno tutela dell’ambiente, al rilancio dei centri storici per attivare un circolo virtuoso all’interno del quale i piccoli imprenditori possono ricominciare a lavorare e sopravvivere”. Sempre sui temi dell’ambiente è incentrato il programma di Ilsa Orani, che spiega: “Io lavorerò sul piano dell’energia sostenibile che è sinonimo di occupazione e salute ambientale. Oggi continuiamo a finanziare le grandi centrali, ma il guadagno va spesso all’estero: abbiamo invece bisogno di un progetto a lungo termine sull’energia pulita, come il fotovoltaico”.

“Ciò che fa la differenza e cambia davvero le cose – ha spiegato Daniele Piazza – è l’ascolto delle esigenze dei cittadini per capire quali sono gli interventi che possono incidere realmente sulla qualità della vita. Se non si parte da questo si rischia di non approdare a nulla di significativo”.
Il superamento del digital divide - il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alla tecnologia, in particolare internet, e chi ne è escluso – è invece prioritario per Eugenio Baldi: “L’allargamento della tecnologia porterà un’ampia evoluzione verso nuovi mercati – ha spiegato – Un altro tema essenziale è per me quello dell’open source: si potrebbero risparmiare milioni di euro applicando questo concetto alle amministrazioni. Sarebbe uno dei passi essenziali da compiere per razionalizzare le risorse”.

Vandini, Santarella e Gibertoni, hanno concluso con un appello ai cittadini perché si eviti l’astensionismo: “Tutti devono sapere che il 23 novembre si vota, dobbiamo alzare le percentuali dei votanti: anche questo è importante per dare il via al cambiamento”.

C. Nardi

 

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