La poesia andalusa annuncia la primavera

Domenica “Platero y yo” nella rassegna dei concerti di Mikrokosmos
Lorenzo Micheli
11 marzo 2010 |  Spettacoli | Agenda | Ravenna |

In collaborazione con il mensile musicale Amadeus, Mikrokosmos propone per domenica prossima 14 marzo, alla Sala Corelli del Teatro Alighieri alle 11, "Platero y yo", un poema agreste in bilico tra fantasia e realtà sullo sfondo del paesaggio andaluso.

Scritto da Juan Ramón Jiménez, nato in Andalusia e vissuto tra il 1881 e il 1958, "Platero e io" è la storia di un'amicizia tra un asinello e un poeta: è considerato un capolavoro, una delle vette della poesia spagnola del primo Novecento. Platero è un asinello, tenero, peloso, soffice di fuori, ma dentro ha l'acciaio: acciaio e argento di luna. In castigliano argento si dice "plata" e "platero" significa "orefice". E’ mansueto, mangia i fiori senza che gli facciano male, ha occhi dolci e brillanti, belli come due rose, ama i bambini e i passerotti. Ha un tenero raglio lamentoso che raddolcisce tutta la valle di Moguer dove Jiménez nacque e trascorse infanzia e adolescenza. Nel 1960, Mario Castelnuovo-Tedesco pensò di musicare alcuni episodi di Platero y yo riuscendo a trovare la giusta misura per inserirsi con naturalezza nella trama del capolavoro di Jiménez. All'opera originale per chitarra e narratore, è stata aggiunta la voce cantata. Questo arricchimento, pensato dal direttore della rivista Amadeus, Gaetano Santangelo, è affidato alla voce di Stelia Doz, concertista passata dalla lirica alle formazioni da camera fino a specializzarsi nel repertorio liederistico. Sarà affiancata dalla voce recitante dell'attore Nino Tagliareni e dal grande chitarrista Lorenzo Micheli, definito "l'esecutore ideale del suo strumento" (Enzo Siciliano, La Repubblica).

L'opportunità di ascoltare insieme queste due opere (poesia e musica) nate in momenti diversi, provoca in chi ascolta una sensazione di grande commozione: la musica scritta per Platero sembra proprio nata dal testo sbocciando naturalmente come quei fiori che il poeta e il suo asinello amavano veder nascere e morire ai margini dei sentieri sassosi.

Per informazioni: www.mikrokosmos.it 0544.502221

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