9 aprile 2015 - Ravenna, Cronaca

Avis, nel Ravennate aumentano i giovani donatori di sangue

L’ottimo risultato dovuto anche alle campagne sviluppate negli ultimi anni

“Nonostante la chiusura di cinque punti di raccolta negli ultimi due anni, nel 2014 le donazioni di sangue non hanno subito un calo significativo e si sono attestate attorno alle 20mila unità (14mila di sangue, il rimanente di plasma), grazie al contributo di quasi 11mila donatori”, spiegarlo è  l’AVIS provinciale Ravenna, che continua: “Con la sua attività di raccolta contribuiamo per oltre il 40% al fabbisogno di sangue dell’Area Vasta Romagna”.

 

 

Promuovere la cultura della donazione tra i giovani e convertire completamente l’attività di raccolta in raccolta a chiamata e programmata. Questi i fronti principali su cui si è sviluppata l’attività di AVIS provinciale Ravenna nel 2014 e che fanno da guida anche per le prossime iniziative della storica associazione di volontariato del territorio. Gli 11 punti di raccolta in tutta la Provincia rappresentano l’ossatura di base di AVIS che, attiva in provincia dal 1960, ha riorganizzato proprio lo scorso anno i propri centri trasfusionali in risposta ai parametri di efficienza organizzativa e di qualità indicati dall’UE. Coerentemente con le linee guida comunitarie, dal 2013 sono stati ridotti ed accorpati alcuni punti di raccolta (ad oggi sono 11), mantenendo la presenza sul territorio in 23 sezioni locali, che effettuano iniziative di promozione e sensibilizzazione sul tema della donazione.

 

“La fidelizzazione alla donazione – continua AVIS - la gestione ottimale dei volontari e della raccolta, oltre che la campagna informativa permanente attuata da AVIS Provinciale Ravenna hanno contribuito ai buoni risultati conseguiti dall’organizzazione. Nonostante l’invecchiamento progressivo della popolazione (con conseguente “uscita” di donatori dalla fascia di donazione), l’aumento del numero dei donatori sospesi (temporaneamente, ossia in media per un periodo tra i 3 ed i 9 mesi), oltre appunto alla chiusura di alcuni punti di raccolta, non vi sono stati scostamenti che hanno messo in pericolo la disponibilità di sangue nel territorio”.

 In provincia il fabbisogno è pari circa a 27mila unità, ed il raccolto viene destinato prevalentemente all’ospedale di Ravenna, a seguire a quelli di Faenza e Lugo ed a strutture sanitarie private. E’ l’area chirurgica ad avere le maggiori necessità trasfusionali di sangue, seguita da quella medica e da quella dell’emergenza-urgenza, quindi da quella domiciliare/ambulatoriale e quella materno-infantile. All’interno di queste aree, il dipartimento medico-internistico (medicina e geriatria in primis), con quello di patologia clinica e medicina trasfusionale e quello dell’emergenza-urgenza (a partire dai Pronto Soccorso di Ravenna e di Lugo e poi Rianimazione dell’Ospedale di Ravenna) sono quelli che beneficiano della maggior parte del sangue raccolto. Seguiti da quello chirurgico (Chirurgia generale, urologia e gastroenterologia Ravenna), chirurgico-specialistico (ortopedia Ravenna e Faenza) ed oncologico (ematologia Ravenna ed oncologia Faenza i principali a necessitare di approvvigionamento).

Mentre la destinazione principale del plasma raccolto è l’area di emergenza-urgenza (anestesia e rianimazione a Ravenna il principale beneficiario), seguita da quella chirurgica; le piastrine disponibili vengono utilizzate primariamente in Area medica e, secondariamente, in quella ambulatoriale/domiciliare.

 

Il donatore medio in provincia è uomo (il rapporto uomo/donna è di 2,2, ossia gli uomini sono più del doppio delle donne) e di età tra i 46 ed i 55 anni (a seguire, l’altra fascia di età dei donatori è quella tra i 36 ed i 45). Rispetto allo scorso anno, ci sono stati 603 nuovi donatori, per lo più nella fascia di età tra i 18 ed i 25 anni (per circa il 38% dei nuovi donatori), e in quella 26-35 anni (25%). È in corso un processo di ringiovanimento del popolo dei donatori e buoni risultati stanno dando le iniziative mirate che AVIS ha intrapreso nei loro confronti, prima fra tutti la campagna permanente nelle scuole della provincia, dove vengono incontrati gli studenti ed effettuate verifiche di idoneità alla donazione, con l’intento di avvicinare i giovanissimi alla donazione del sangue e del plasma. Nel 2014 sono stati una sessantina gli istituti coinvolti (scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado), per un totale di 250 classi e 5.000 studenti, in 150 giornate di presenza del personale medico ed infermieristico dell’AVIS provinciale con l’autoemoteca dell’Associazione. Tra tutti gli studenti incontrati, naturalmente solo per i maggiorenni si sono aperte le porte dei centri di raccolta AVIS e ben 258 sono stati gli aspiranti giovani donatori.

 

“Avvicinare i giovani alla donazione del sangue –afferma Carlo Casadio, presidente AVIS provinciale Ravenna- è molto difficile; manca vera informazione sul tema ed un ragazzo, a meno che non abbia conoscenza diretta di un donatore, difficilmente si avvicina a questa esperienza. Le informazioni che detiene sull’argomento sono recepite in modo passivo e superficiale (per lo più dalla televisione); basti pensare che moltissimi affermano di non voler donare il sangue perché pensano sia doloroso, o addirittura pericoloso; mentre pochi comprendono che si tratta di un gesto che va in direzione della salute anche del donatore stesso. Questo fa sì che meno del 20% (secondo un’indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria), dichiari di voler diventare un donatore in futuro”.

 

L’impegno di AVIS nel rinnovare la popolazione dei donatori, si rivolge anche verso i cosiddetti nuovi cittadini, con incontri informativi e di sensibilizzazione con comunità di residenti non italiani, di provenienza sia europea che extracomunitaria, in diverse città della provincia; sono proprio questi ultimi, in particolare di origine africana, che stanno maturando una sempre maggiore consapevolezza e desiderio di integrazione anche attraverso gesti concreti di solidarietà come la donazione e, più in generale, la partecipazione ad iniziative di volontariato.

 

Andando nel dettaglio dei dati statistici annuali, emerge che ad Alfonsine si è registrato l’aumento più sensibile dei donatori, mentre le donazioni nel complesso sono risultate in aumento a San Pietro in Vincoli, Massa Lombarda e da Solarolo; hanno invertito la tendenza anche Bagnacavallo, Casola Valsenio e Conselice. Zoccolo duro, in termini assoluti, per la raccolta sangue provinciale si attestano, dopo Ravenna, Faenza, Lugo e Cervia; a conferma di questo, Faenza è stata la sezione a registrare il maggior numero di nuovi donatori, pari a 177. E’ di Riolo Terme la più alta percentuale di donatori uomini (76,8%), mentre a Faenza c’è quella delle donne (37%). In generale, in provincia, le donne che donano di più sono quelle tra i 36 ed i 55 anni (50% delle donatrici), mentre gli uomini più generosi (31% dei donatori) hanno tra i 46 ed i 55 anni. I donatori del Gruppo 0 sono quasi la metà del totale (47%), seguiti da quelli del gruppo A (39%), B (11%) e AB (3%).

 

Negli anni AVIS ha sistematizzato la raccolta di sangue ed emo-componenti, andando sempre più in direzione di una raccolta programmata, ossia a chiamata e con prenotazione: nel 2014 un quarto del totale delle donazioni sono state programmate. Questa modalità, per cui in funzione del fabbisogno settimanale, vengono chiamati alla donazione un determinato numero di volontari, corrispondenti a specifici gruppi sanguigni, in relazione al plasma ed al sangue intero da reperire ha contribuito a fare di Ravenna una delle province con il minor indice di eccedenza (e quindi di “spreco”) di sangue in Italia. A Ravenna, infatti, solo lo 0,48% del sangue raccolto non viene utilizzato per trasfusioni (nel 2013 era lo 0,7%), ma è destinato all’industria per la produzione di emoderivati e di farmaci. Un comportamento assai virtuoso, se si considera che l’obiettivo regionale è dell’1,5%. Il fabbisogno in Romagna viene costantemente monitorato attraverso il sistema del “meteo del sangue” che fornisce un’indicazione immediata sullo stato di approvvigionamento del sangue in regione.

 

 

Per favorire la cultura del dono, AVIS Provinciale Ravenna nel 2014 ha portato avanti iniziative di sensibilizzazione ed ha promosso la conoscenza della donazione del sangue, dei vantaggi per la salute e dei bisogni del territorio. In particolare, la campagna di sensibilizzazione alla donazione del plasma realizzata tra luglio ed agosto 2014, ha permesso di raccogliere nei due mesi successivi un centinaio di nuovi donatori di plasma; o quella che nel giugno scorso ha incentivato la prenotazione della donazione, che in previsione dell’estate è riuscita a garantire continuità nella disponibilità di sangue proprio in quello che è il periodo di “maggiore sofferenza” per l’approvvigionamento.

Anche nel 2014, per il dodicesimo anno consecutivo, le scuole primarie e secondarie della provincia sono state coinvolte in un concorso a tema “AVIS: non solo sangue” (sviluppato con disegni, racconti o poesie) che ha destinato ai vincitori un montepremi di 2.000 Euro da spendere in materiale scolastico ed i cui 12 migliori lavori sono andati a comporre il calendario 2015 di AVIS provinciale, mostrando così come anche i più piccoli interpretano la donazione e vedono il mondo AVIS. Nuovi mezzi sono stati acquistati ed è stata intensificata l’attività dell’autoemoteca dell’Associazione, primo veicolo di promozione della donazione sul territorio.

 

Inoltre, dopo alcuni anni di chiusura, a seguito della riorganizzazione dei punti di raccolta del territorio, a maggio è stato riaperto il punto di raccolta di San Pancrazio, che serve l’area di Russi.

Nel 2015 si intensificherà ulteriormente l’impegno per accogliere nuovi donatori, sia giovani che stranieri. Per i primi sta proseguendo già con un nuovo calendario di incontri con gli studenti delle scuole della provincia, che potranno effettuare le prove di idoneità alla donazione, intraprendendo così il percorso per diventare donatori. Non solo, AVIS Provinciale Ravenna, interverrà con i propri volontari per fare prevenzione alla salute e dare informazioni sulla donazione del sangue (e non solo), ad eventi e feste dedicati ai giovani, come Frogstock Festival, ritrovi e, grazie ad una nuova edizione della SummerCard (circuito promozionale che coinvolge una cinquantina tra stabilimenti balneari, locali, ristoranti e strutture di divertimento della riviera), riserverà sconti ai giovani donatori e si potrà avvalere di una fitta rete di partner in tutta la provincia, con cui organizzare iniziative congiunte, all’insegna della solidarietà e del benessere. A maggio sarà riproposta una nuova campagna di sensibilizzazione per la donazione del plasma, mentre la giornata internazionale del donatore di sangue (14 giugno) coinvolgerà l’intera provincia di Ravenna.

 

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