16 aprile 2015 - Ravenna, Cronaca, Sanità

La salute a tavola, “Ecco le regole d’oro dell’alimentazione anti-cancro”

I consigli dell’Istituto Oncologico Romagnolo per prevenire neoplasie e altre forme patologiche

“Le malattie oncologiche si prevengono e si curano anche con l’alimentazione”: lo hanno affermato a più riprese nella serata di ieri gli esperti dell’Istituto Oncologico Romagnolo durante la partecipatissima conferenza, che si è tenuta alla Camera di Commercio di Ravenna, dal titolo “La salute a tavola: esistono cibi anticancro?”.

A condurre la serata, Mario Pretolani, vicepresidente dell’Istituto Oncologico Romagnolo. Relatrici della serata la dott.ssa Lucia Bedei, medico oncologo dell’U.O. Prevenzione Oncologica di Forlì e la dott.ssa Carla Brigliadori, Gourmet associato a Chef to Chef. Presente anche l’assessora ai Servizi Sociali, Sanità, Politiche e Cultura di Genere, Giovanna Piaia.

“L’importanza di seguire un’alimentazione ricca di certi nutrienti si capisce se si pensa che l’ambiente e le abitudini di vita delle persone sono responsabili dell’insorgenza di oltre il 90% dei tumori – ha spiegato Pretolani -. Queste ricerche specifiche hanno inoltre dimostrato che i tumori causati da un’errata alimentazione rappresentano addirittura il 35% dei casi totali”.

Ma qual è la ricetta per vivere a lungo e in buone condizioni di salute, protetti da tumori, malattie neurodegenerative, autoimmuni e cardiocircolatorie? Il primo consiglio dei relatori è quello di non dimenticare le regole d’oro dell’American Cancer Society, tra cui: “Fare attività fisica leggera e quotidiana; avere una dieta ricca di vegetali, controllare il peso corporeo, e non bere più di un bicchiere di vino al giorno, per le donne, e non più di due per gli uomini”.

“Tra queste raccomandazioni – spiega la dottoressa Bedei – sicuramente la più importante è quella che riguarda la dieta, infatti le sostanze fitochimiche contenute nei vegetali, parliamo di cereali, legumi, verdura, frutta e spezie, agiscono direttamente sul DNA contrastando la cancerogenesi. Perché frutta e verdura siano ricche di sostanze protettive è importante che provengano da agricoltura biologica. Dalle ricerche fatte si è visto come già solo una settimana di cambiamenti alimentari produca importanti cambiamenti dal punto di vista del nostro organismo.”.

Ma quali caratteristiche devono avere le verdure consumate? “È importante scegliere vegetali di stagione e del territorio – continua la Bedei -, preferirli crudi, o se proprio vogliamo cuocerli, cerchiamo di tagliarli a pezzettini e saltarli in padella con poca acqua”.

La lista degli alimenti protettivi nei confronti delle patologie tumorali (ma anche di altre forme patologiche) è piuttosto nutrita. Tra i prodotti naturali indicati dagli esperti, per l’adulto, figurano: la soia (contro i tumori alla mammella e alla prostata); la curcuma (antinfiammatorio naturale); cereali integrali (che possono integrare anche le proteine della carne, quest’ultima da ridurre); il riso (meglio integrale o semi-integrale); l’avena, l’orzo, la segale, il miglio, il farro; i cereali germogliati (da fare a casa, ancora più ricchi del cereale cotto); la quinoa, l’amaranto e il grano saraceno (quest’ultimo da preferire alle prime due per ragioni territoriali); i legumi (fonte proteica vegetale per eccellenza); la frutta secca (mandorla, pinoli, anacardo, pistacchio, nocciola e noce: tutti estremamente ricchi di calcio); i semi oleaginosi (soprattutto semi di sesamo di grande interesse anche per sostituire il sale sotto forma di gomasio e il tahin, cioè il purè di sesamo).

“Le forme tumorali sono anche favorite dall’infiammazione dei tessuti – spiega la Bedei -. Al contrario un tessuto sano, può arginare la proliferazione delle cellule cancerose. A questo proposito bisogna ricordare che ci sono cibi che favoriscono l’infiammazione, come il cibo spazzatura, e alimenti che invece vanno a placarla, come il pesce azzurro, l’olio d’oliva, i semi di lino e la soia, per la loro ricchezza di omega 3. Ma l’infiammazione è data anche dall’obesità: perciò è importante controllare il peso corporeo”.

Dagli ultimi studi internazionali si è vista anche la strettissima correlazione che esiste tra il cibo che mangiamo e le colonie batteriche del colon nutrite (molte delle quali sono protettive nei confronti delle neoplasie). “Sono i cibi vegetali – precisa la dottoressa Bedei – a nutrire la flora che protegge da tumori  e patologie autoimmuni. A questo proposito si è scoperto il grande contributo apportato dalla zuppa di miso, che sviluppa fermenti benefici e protettivi”. Infine una piccola parentesi sul discorso “carne”: “Sicuramente le carni bianche sono da preferire, ma non è quello l’unico discrimine: molto importante è vedere come l’animale è stato allevato”.

“L’indicazione di massima – conclude la Bedei – è quella di tornare quanto più possibile alla natura: ai suoi cicli, agli alimenti stagionali e a km 0 coltivati senza fitofarmaci. Seguendo la natura non si sbaglia: ne avremo in cambio salute e protezione”.

 

C. Nardi

Tag: salute

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