22 aprile 2015 - Ravenna, Sport

Una città e la sua squadra di calcio: amarcord Ravenna

Una serata dedicata ai giallorossi, tra ricordi e progetti. Mentre "rinasce" la struttura della Darsena

Emozioni e ricordi ma con lo sguardo al futuro. “Un secolo di calcio in una serata” è stato il tema dell’incontro, condotto dal giornalista Massimo Montanari, organizzato dall’associazione il Trebbo di Piangipane e dal Ravenna Fc: protagonista la storia della società giallorossa.

Nella sala Forum della Circoscrizione Seconda tante “vecchie glorie” (solo “glorie”, ha detto sorridendo il difensore degli anni’70 Ennio Barizza) hanno portato la loro testimonianza su stagioni indimenticabili e su una città che ha fatto innamorare più di un giocatore: visto che molti, da Sciaccaluga a Pregnolato a Castronovo, hanno poi deciso di rimanere o ritornare. E’ stato proprio il legame con la città il filo conduttore della serata, con video e foto d’epoca: Franco Gàbici, storico e appassionato, ha ricordato come la “modernizzazione” del calcio giallorosso (prima partita ufficiale il derby contro Forlì, il 21 aprile 1913)  si sia intrecciata con quella di Ravenna.

La nascita della grande industria tra gli anni ’50 e ’60, portò infatti la Sarom di Attilio Monti a sposare la causa della formazione calcistica cittadina. Così una squadra di provincia, che comunque negli anni aveva ben figurato, si trasformò in un caso nazionale, vincendo il campionato di Promozione del ’54-55 senza mai perdere una partita (record anche riguardo alla serie A) e collezionando solo 4 pareggi. Un’impresa da ribalta nazionale, che puntualmente la città bizantina si guadagnò: dato che la Rai Tv, la neonata Rai Tv di quegli anni, le dedicò un servizio. La Sarom sarebbe arrivata poi fino alla serie C.

Il ricordo "di famiglia" ha poi toccato personaggi del passato come il portiere Terzo Ricci, che ha da poco compiuto 105 anni, l’allenatore Corrado Viciani (1964-1965), inventore del “gioco corto”, Carletto Capra, giudicato da molti il più grande in assoluto - giocatore di genio e pare di qualche sregolatezza - o i Cortesi. Su Capra, attivo negli anni ’30-’40, Gàbici ha raccontato un aneddoto gustoso: si narra che il giocatore avesse fatto gol direttamente da calcio d’angolo. Dal pubblico - a quell’epoca a pochissima distanza dai giocatori - qualcuno, per non voler ammettere la prodezza, dice con un understatement tutto romagnolo “Sat ci bò  lo fai anche dall’altra parte”: Capra lo accontentò qualche azione dopo…

Come noto i fasti del Ravenna sarebbero poi continuati, fino alle promozioni  e ai campionati in serie B, alle partite storiche, come quella contro la Juve in coppa Italia nel ’98 (in rete Di Livio e Fonseca per i bianconeri), con un Benelli gremito. Per poi vivere anni difficili, per ripartire dai gradini più bassi. Non è ancora acqua passata, ma poco ci manca. Non solo per le prospettive dei giallorossi nell’attuale campionato di Eccellenza (la vittoria sull’Alfonsine ha dato punti, morale e confermato la cabala) ma anche  e soprattutto per la determinazione del nuovo gruppo dirigente. E’ stata fondata una coop, presieduta da Alessandro Brunelli, mentre Giorgio Bartolini, altro storico giocatore e dirigente, è una delle sue anime, in qualità di presidente onorario; è nata inoltre a sostegno della squadra l’Associazione Ravenna Football Club. Durante la serata l’assessore comunale Guido Guerrieri ha parlato anche di impianti sportivi. Nel 2016 ricorre il 50esimo anniversario della realizzazione dello stadio Benelli: la struttura sarebbe sufficiente per categorie superiori ma una riflessione, tenendo ben presente il tema delle risorse, è opportuno farla, ha commentato l’assessore. Prosegue poi la “rinascita” dell’ex Ippodromo, altro campo storico per il Ravenna, in particolare per le giovanili: nei piani a breve termine del Comune il rifacimento  della tribuna e l’intervento agli spogliatoi. Nella reunion, alla quale ha partecipato Claudio Bissi, presidente Fgic Ravenna, hanno preso la parola anche Sciaccaluga, Affatigato, Pregnolato, Ciuffetelli, Gadda, Bonetti (giocatore e poi storico massaggiatore), Barizza, Castronovo, Baldini. Nomi, assieme a quello di Bartolini, che risuonano ancora, ruoli e annate a parte, come una formazione. Senza dimenticare  i giovani calciatori prematuramente scomparsi, indelebili nel pantheon giallorosso. (Ma.Mont.)

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