6 aprile 2010 - Ravenna, Cervia, Faenza, Lugo, Cronaca

"Chi protegge i Vigili del fuoco dall'amianto?"

Si è costituito a Ravenna un comitato con l'obiettivo di ottenere i benefici previdenziali previsti per gli esposti

Vedere riconosciuti i benefici previdenziali previsti dalla normativa sull’amianto. E’ con questo obiettivo che nella serata del 25 marzo è stato costituito a Ravenna il Comitato pompieri esposti amianto (Pompea), che riunisce sia pensionati che lavoratori.

La prima azione della neonata associazione - oltre alla definizione delle linee guida per l’attività futura - è stata la messa in mora di Inail e Contarp Emilia-Romagna per, come spiega il portavoce del comitato, Massimo Marendon, “inadempienza rispetto ai loro obblighi di rilasciare l’apposita certificazione. “Le domande sono pendenti dal 2005. Va denunciato il comportamento evasivo del ministero dell’Interno, che in qualità di datore di lavoro ha l’obbligo di rilasciare i curriculum e qualunque altra informazione utile all'Inail per la certificazione”.

Il comitato Pompea ha, poi, sottoscritto quanto sostenuto dall'Aea (Associazione esposti amianto) sulla necessità di istituire in Emilia-Romagna un’anagrafe degli esposti sul modello di quanto già fatto in Friuli Venezia Giulia; un registro dei mesoteliomi e di tutte le altre patologie  correlate alla presenza di amianto (come già fatto in Veneto); di realizzare un censimento capillare dei siti ove ancora si trova, in varie forme, amianto e procedere alla loro bonifica; istituzione di un fondo nazionale di solidarietà per le vittime.

“I Vigili del fuoco, per decenni, fino oltre la data della loro messa al bando - afferma Marendon -, hanno effettuato interventi dotati di attrezzature di protezione individuale a base di amianto (guanti, cappucci, coperte, tute, ecc.). Migliaia di interventi in incendi coinvolgenti eternit e coibentazioni sono stati espletati respirando fumi e polveri di questa sostanza. Le aspettative di vita dei pensionati sono statisticamente critiche, e parecchi ex colleghi, negli ultimi anni, sono morti di patologie tumorali ai polmoni, probabilmente per colpa del nostro lavoro. Ancora oggi e chissà per quanto, i pompieri incontreranno scenari incidentali in presenza di amianto. Per tutto questo nessuno, ad oggi, ha ancora riconosciuto loro benefici previdenziali né economici”.

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