15 aprile 2010 - Ravenna, Faenza, Lugo, Economia & Lavoro

Agricoltura ravennate, tempi duri per il kiwi

Il gelo di dicembre sta provocando uno scarso germogliamento

La gelata che ha colpito la provincia prima di Natale, quando si arrivò a -15 gradi, fa sentire oggi i suoi effetti sulle coltivazioni di kiwi (circa 2mila  300 ettari, in grado di produrre 400mila quintali di frutti e un giro d’affari di 200milioni di euro).

“Stiamo monitorando, in avvio della ripresa vegetativa, i danni provocati dal freddo invernale – è il commento di Massimiliano Pederzoli, Presidente di Coldiretti Ravenna – e i primi riscontri ottenuti in alcune aree del territorio provinciale ci dicono già con chiarezza che il bilancio è estremamente pesante. Gli impianti di kiwi ubicati sopra la via Emilia sono stati colpiti con particolare durezza, specialmente nei fondo valle, per capirci nelle direttrici Castel Bolognese-Riolo Terme e Faenza-Brisighella, non risparmiando però anche gli impianti del Lughese e del Ravennate”.

Le basse temperature hanno provocato uno scarso germogliamento e una scarsissima induzione a fiore; in poche parole non ci sono fiori (con percentuali al ribasso che oscillano tra il 50 e l’80%) e quindi non ci saranno i frutti.

“Un danno ingente sulla produzione degli oltre 2mila ettari di kiwi – conclude Pederzoli – a cui vanno aggiunti i danni, dove il freddo ha colpito in modo più pesante, alle stesse piante che dovranno, in alcuni casi, essere completamente riallevate da terra”.

Danni significativi, secondo Coldiretti, si registrano inoltre nei vivai di piante da frutto, dove le prime stime ci dicono che le giovani piante di pesco sono andate perse in misura dell’80% e quelle di albicocco tra il 60 e 70%.

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