20 aprile 2010 - Ravenna, Cronaca

San Giovanni, l'imbrattatore era recidivo

Il 25enne aveva già colpito nella stessa chiesa nel 2007

Indossava la maschera di Zorro, ma i segni che ha lasciato non hanno proprio niente in comune con l’ideale di giustizia dell’eroe californiano.
Il 25enne ravennate che ha confessato di aver imbrattato il 3 marzo scorso i mosaici alle pareti della chiesa di San Giovanni Evangelista ha spiegato di aver agito per “ostilità nei confronti della Chiesa”, e ora rischia una pena detentiva da 3 mesi a 1 anno e una multa da 1.000 a 3.000 euro per deturpazione e imbrattamento di cose altrui, reato aggravato dal fatto che si tratta di beni di interesse storico-artistico.

Ad aggravare la posizione di M.M. - che lavora come aiuto pizzaiolo e vive ancora in famiglia, anche se conduce un’esistenza piuttosto sregolata - ci sono anche altri elementi. Il primo è che il giovane ravennate è recidivo, visto  che nel 2003 aveva imbrattato la stessa chiesa scrivendo sulle pareti della cappella della Madonna le parole “Pupo rito battesimi pedofili”.
Il secondo elemento è la premeditazione, che agli investigatori è parsa evidente perché M.M., prima di entrare in chiesa mascherato e imbrattare i mosaici, ha atteso l’uscita di una scolaresca in gita. Il suo gesto è stato, però, interrotto da una turista veronese. Per questo si era dato alla fuga abbandonando la bomboletta dello spray e uno zaino contenente una felpa e un foglietto con un appunto al momento incomprensibile: "Et blu l'iguanakat disine-lato"
 

Proprio da qui sono partite le indagini, che hanno coinvolto anche la polizia scientifica per la rilevazione delle impronte dalla bomboletta e l’eventuale analisi del Dna.
Da qui è iniziata quella che il comandante della polizia municipale, Stefano Rossi, ha definito “un’azione di pressing investigativo”. Sono state visionate tutte le registrazioni delle telecamere della zona, da cui è emerso che M.M. era tornato due volte sul luogo del delitto. I sospetti si sono concentrati su di lui perché era una persona già nota: oltre alla stessa chiesa, infatti, nel 2003 aveva imbrattato anche i muri della stazione. Alla seconda convocazione, il 25enne è crollato e ha confessato di essere l’autore del reato.

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