21 aprile 2010 - Ravenna, Cronaca

Facebook a Ravenna, la democrazia 2.0

Un nuovo gruppo si propone di raccogliere i cittadini che "hanno due cose da dire" al sindaco

La democrazia ai tempi del web 2.0 sembra non poter vivere senza i social network, Facebook sopra tutti. Dalle sue pagine sono partiti movimenti di opinione a livello nazionale, ma recentemente sono esplosi anche su scala locale. Da Facebook, per esempio, a fine 2009 era partita la battaglia (poi vinta) per ‘salvare’ il pronto soccorso zooiatrico; più di recente è stato fondato il gruppo “Le buche di Ravenna”, con l’ambizioso obiettivo di migliorare la condizione delle strade cittadine.

Più generico l’ultimo arrivato - è nato appena una settimana fa -, che non si limita a un tema specifico e si rivolge direttamente al primo cittadino. “Per tutti quelli che avrebbero due cose da dire al sindaco Matteucci” è il titolo del gruppo. Il suo scopo, come spiegano i fondatori, non è quello di creare “un muro del pianto” o uno spazio polemico, ma di “creare un reale spazio di confronto”, fatto di proposte e idee, non solo di segnalazione di problemi.
In una settimana esatta, il gruppo ha raccolto più di cento adesioni, che si presume siano destinate a crescere.

I temi affrontati finora sono i più diversi: dalla manutenzione dell’area pinetale, della aiuole e degli spazi pubblici di Punta Marina al recente buco di bilancio del Consorzio per i servizi sociali (i cittadini chiedono di essere tenuti informati), passando per la gestione dei rifiuti, il senso civico e l’ormai onnipresente manutenzione delle strade. E c’è anche chi propone al sindaco, sulla falsariga dell’iniziativa “Sindaco per un giorno” dedicata ai 18enni, di diventare “Cittadino per un giorno”, suscitando qualche critica. Non mancano alcune ingenuità (che per un vero organo di informazione sarebbero imperdonabili), come nel caso delle critiche alla proposta di utilizzare i fondi derivanti dalle sanzioni sul ritardo nella consegna del nuovo ponte mobile che la ditta appaltatrice pagherà all’Autorità portuale, per l’allargamento della strada di accesso al ponte. “Allora i soldi ci sono. Non sarebbe meglio utilizzarli per qualcos’altro?” scrive qualcuno, non distinguendo il fatto che Autorità portuale e Comune sono cose distinte e autonome, ognuno con risorse proprie.

Il primo cittadino non ha, comunque, rifiutato il confronto, accettando l’invito ed entrando a far parte del gruppo. Con Matteucci, per la prima volta, il Comune è entrato nell’agorà virtuale del web.
(v.r.)

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