25 giugno 2015 - Ravenna, Cronaca

Un mostro emerge dalle acque per festeggiare Ravenna 2015

Tre appuntamenti su “Storie e leggende di porto” in vista di Darsena open show

Sabato 27 giugno alle ore 18.30, l’Associazione Meme Exchange in collaborazione con Ravenna 2015 e l’Associazione sportiva dilettantistica Tiro a Segno Nazionale di Ravenna, presenta il primo di tre appuntamenti (gli altri sono previsti per l’11 Luglio e il 18 Luglio), che accompagnano “il ritrovamento di Mankugian”, installazione artistica a cura di Giancarlo Scagnolari, Markus Benesch.

L’appuntamento fa parte di un percorso a tappe che culminerà il 18 luglio in occasione di Darsena open show, evento promosso da Ravenna 2015 Capitale Italiana della Cultura.

 

Alla serata, dedicata a Storie e leggende di porto, interverranno Italo Caporossi, presidente di Italmet, Giancarlo Scagnolari e Markus Benesch e verranno narrate le storie che hanno animato la Darsena della nostra città dall’inizio del secolo scorso. Inoltre verranno svelati i primi ritrovamenti del misterioso popolo degli ancorini e le tracce di Mankugian.

 

Di seguito il primo episodio di questa vicenda :

 

TROVATO IL MOSTRO DI RAVENNA

 

Si è riusciti a ricostruire la trama di questa complicata filiera, diretta da Marina Ravenna (ispettore ai traffici d'arte), grazie a una rogatoria internazionale promossa dalla Polizia Internazionale Archeologica PIA, dalla Procura della Repubblica di Roma e all'autorità giudiziaria di Basilea, durante un'indagine, denominata "Manku", che permise il recupero dell'ancorino Mankugiano che si trovava esposto al Getty Museum di Malibù", spiega il commissario Polipi.

Tutto ha origine grazie al ritrovamento di un insediamento di palafitte di questa antica e particolare popolazione, presso l'odierna e denominata valle della Canna in Ravenna.

Tutta la storia, che sembra uscita da un romanzo di Salgari, nasce dalla scoperta di un archivio gigantesco della FBI, spesso coinvolto con le ricerche della PIA, chiamato "Mankugian dossier".

Si tratta di 13000 fascicoli zeppi di fatture, bolle di trasporto, lettere indirizzate ai collezionisti, migliaia di immagini polaroid suddivise in 111 raccoglitori. Un enorme documentazione, che ridisegna uno dei passaggi più controversi della storia del commercio illegale delle opere d'arte.

Gli approfondimenti investigativi svelarono l'esistenza di una organizzazione mondiale che partiva dall'Italia per arrivare fino alle coste dell'Australia, creata allo scopo di eludere i controlli doganali e degli uffici esportazione, che non erano solo riconducibili al noto trafficante Nino Cozzamara -prosegue Polipetti- fu allora che si individuarono a Basilea altri depositi ma questa volta i proprietari erano i coniugi Sardina.

Ma che fine hanno fatto i reperti della popolazione degli ancorini Mankugiani?

Forse sarà organizzato un evento di proporzioni mondiali per far conoscere al pubblico l'immenso patrimonio che in secoli di saccheggio è stato sottratto, ma l'idea di Marina Ravenna è quella di restituire alla cittadinanza di Ravenna questi gloriosi reperti, che secondo la leggenda, sarebbero capaci di riattivare un antico rapporto con la divinità delle acque Mankugian.

Ancora sono ignote le modalità,  e quando saranno presentati i reperti. Alcune indiscrezioni ci rivelano che probabilmente il tutto partirà dalla darsena della Città di Ravenna. La PIA, Polizia Internazionale Archeologica, darà precisazioni a pochi giorni dall'evento proprio per garantire la sicurezza. 

Nei prossimi articoli saremo in grado di darvi precisazioni e testimonianze entusiasmanti su questa rocambolesca e affascinante storia con gli attori e protagonisti che hanno avuto la fortuna di viverla”.

Illustrazioni a cura di Giancarlo Scagnolari

Fotografie di Elisa Greco

 

 

 

 

 

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