6 maggio 2010 - Ravenna, Economia & Lavoro

Nuova Pansac, i lavoratori protestano contro il piano industriale

Assemblea in sciopero, mentre il gruppo incontra le banche

E’ iniziata da un'ora l’assemblea in sciopero dei dipendenti dello stabilimento ravennate del gruppo Nuova Pansac. Una protesta messa in atto proprio mentre i vertici dell’azienda incontrano gli istituti di credito, per tentare di ricucire rapporti che si sono arenati sui 200 milioni di esposizione del gruppo.

All’assemblea, che terminerà a mezzogiorno, partecipa anche il sindaco Fabrizio Matteucci, per portare di persona la solidarietà di tutta la città agli 87 lavoratori (con un'età media di 38 anni) che rischiano il posto.
Ieri, il primo cittadino ha anche dichiarato che ogni tentativo di speculazione edilizia  che Nuova Pansac potesse eventualmente mettere in atto sarebbe soffocato sul nascere dall’amministrazione, tramite gli strumenti urbanistici a sua disposizione.
I sindacati, infatti, hanno espresso il timore che il gruppo voglia ‘far cassa’ vendendo il terreno su cui sorge lo stabilimento, incuneato nella Darsena, dove i progetti di riqualificazione stanno facendo aumentare il valore delle aree. Solo così si spiegherebbe, secondo qualcuno, l’intenzione di chiudere uno stabilimento come quello di Ravenna, che nell’ultimo anno non ha fatto un giorno di cassa integrazione, ha sempre lavorato al cento per cento e, soprattutto, è stato giudicato dalla direzione come “in grado di sostenersi da solo”.

"Ho incaricato  l’assessore all’Urbanistica Gabrio Maraldi - ha dichiarato Matteucci - di istruire  il tema dell’area attualmente occupata dalla Nuova Pansac nel quadro del comparto della Darsena di città. Fermo restando l’obiettivo della qualificazione dell’intero comparto, voglio che sia chiara una cosa. Un conto è la previsione urbanistica della destinazione dell’area attualmente occupata dallo stabilimento della Nuova Pansac in un progetto che prevede il punto produttivo spostato in un’altra zona di Ravenna.
Cosa completamente diversa è la chiusura dello stabilimento e il licenziamento dei lavoratori. Il Comune di Ravenna, voglio che sia chiaro, affronterà il tema in questa ottica: tema che sarà al primo punto dell’ordine del giorno della riunione della giunta di martedì prossimo".

Secondo il piano industriale presentato dal nuovo amministratore delegato Fabio Gandolfi e da Lorenzo Pietromarchi dell’advisor Alix Partners, gli stabilimenti produttivi da “sacrificare” sono due su cinque, quelli di Portogruaro e Ravenna; i tre amministrativi di Mantova, Milano e Parigi, invece, verrebbero tagliati integralmente.
Alla fine, su 862 degli attuali dipendenti, 440 perderebbero il posto. Da qui al 2012, la produzione verrebbe ridotta del 50 per cento.
(van.ri.)

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