17 maggio 2010 - Ravenna, Economia & Lavoro

Nuova Pansac Ravenna, il corteo dei lavoratori

Questa mattina il Tavolo istituzionale in Comune

Ha attraversato la città, da via Trieste fino a piazza del Popolo - dove, in Municipio, si sarebbe svolto il Tavolo istituzionale - il corteo dei lavoratori della Nuova Pansac di Ravenna (87 in tutto), che l'azienda ha messo in mobilità insieme a oltre 400 colleghi degli altri stabilimenti. Alla manifestazione hanno partecipato, in segno di solidarietà, anche alcuni dipendenti della Vinyls.

A palazzo Merlato, i sindacati hanno incontrato i rappresentanti delle Istituzioni (sindaco, assessori, consiglieri regionali di centrosinistra e centrodestra) e i parlamentari locali per fare in modo che la vertenza Nuova Pansac abbia il maggior peso politico possibile e hanno sollecitato un coordinamento con le istituzioni venete per fare fronte comune. Durante l'incontro, il Comune ha confermato che apporterà le necessarie modifiche al Prg per fare in modo che in caso di chiusura dello stabilimento ravennate la destinazione d'uso dell'area in Darsena di città rimanga produttiva e non, come nel previsto caso di delocalizzazione in un'altra zona della città, residenziale-commerciale. Questo per evitare tentativi di speculazione da parte dell'azienda.

Le decisioni del Tavolo
Il testo del documento frutto dell'incontro di questa mattina.

"Il tavolo ha espresso una forte opposizione alle modalità con le quali il Consiglio di Amministrazione sta gestendo la crisi aziendale e che hanno portato prima ad una inaccettabile proposta di piano industriale e poi alla decisione unilaterale, all’insaputa anche del Ministero, di avviare la procedura di mobilità per 500 lavoratori tra i quali tutti gli 81 dello stabilimento di Ravenna.



Solo un mese fa, i rappresentanti dello stesso Consiglio di Amministrazione avevano disegnato una prospettiva ben diversa, pur senza negare le criticità legate all’indebitamento dell’azienda e ad un grave deficit organizzativo e gestionale.
Tale prospettiva, che a tutt’oggi deve essere sostenuta con decisione, pareva poter conciliare il rilancio della produzione e la riorganizzazione delle attività produttive, con la salvaguardia dell’integrità e dell’unitarietà del gruppo, evitando chiusure di impianti, pur prevedendo un graduale e utile ricorso agli ammortizzatori sociali.



Alla luce di queste premesse, il tavolo chiede con decisione la sospensione della procedura di mobilità e che questa sia la condizione essenziale per far sì che già dalla riunione di domani al Ministero dello Sviluppo Economico sia possibile riaprire con l’azienda un confronto serio e costruttivo.


Il tavolo condivide, inoltre, l’obiettivo di interessare il Governo, anche per il tramite di un’azione parlamentare unitaria, con il coinvolgimento dei parlamentari dei territori nei quali sono collocati gli impianti della Nuova Pansac, 
-  per attivare un percorso di garanzie nella gestione dell’esposizione debitoria dell’azienda, in quanto il tempo necessario al rilancio del gruppo presuppone il congelamento delle passività ed una indispensabile ricapitalizzazione della società;
-  per garantire che l’esame delle eventuali manifestazioni di interesse all’acquisizione dei siti produttivi, da parte di potenziali imprenditori acquirenti, siano affrontate nella sede preposta alla discussione del piano industriale, cioè presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il senatore Mercatali si è in tal senso impegnato.



Il tavolo condivide, infine, la posizione assunta dalla Giunta comunale di Ravenna in ordine alla questione relativa all’area nella quale è collocato l’impianto della Nuova Pansac e quindi l’utilizzo di tutti gli strumenti urbanistici idonei a scongiurare operazioni speculative sull’area stessa, in tale ottica l’Assessore all’Urbanistica Maraldi ha illustrato la norma che l’Amministrazione comunale si accinge ad approvare, anche al fine di stimolare un confronto con l’Azienda per il raggiungimento di una soluzione di reciproco interesse che garantisca il mantenimento a Ravenna delle attività produttive del gruppo".

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