18 maggio 2010 - Ravenna, Economia & Lavoro

"Incremento sporporzionato dei canoni demaniali, imprese a rischio"

Secondo Fib e Sib nel ravennate coinvolti una decina tra bagni e locali da ballo

E’ stato predisposto un presidio permanente a partire da domani, a Roma, davanti al Ministero dell’Economia e Finanze, composto da imprenditori balneari provenienti da tutta Italia.

 

"Gli imprenditori - spiegano la Federazione Italiana Balneari, aderente a Confesercenti, e il SIB aderente a Confcommercio - chiedono un incontro con il Ministro Giulio Tremonti, finalizzato a trovare una soluzione condivisa, riguardo alla questione che coinvolge oltre 1.000 imprese balneari che, questa estate, non saranno in grado di iniziare l’attività prima della stagione turistica, con la conseguenza di inevitabili licenziamenti del personale, lunghi tratti di litorale senza servizi ed in uno stato di totale abbandono".

"E’ necessario trovare un regime di moratoria dei canoni demaniali marittimi per gli anni 2007/2010, il cui incremento sproporzionato, rispetto a quelli versati nel 2006, coinvolge oltre 1.000 aziende localizzate in diverse regioni. Nella sola provincia di Ravenna si trova qualche decina di casi, stabilimenti balneari, ma anche pubblici esercizi e locali da ballo. Per queste realtà l’aumento del canone demaniale dal 2007 è stato mediamente del 500%".

"La conseguenza è che ad alcune imprese non sono stati rinnovati i titoli di concessione ad altre, invece, le Autorità concedenti hanno avviato la procedura di decadenza del titolo concessorio causa morosità, malgrado i diretti interessati avessero già provveduto a versare canoni provvisori pari agli importi disposti dalla legge 494/93 adeguati agli indici Istat".

"Le imprese balneari, oggi, operano con grande preoccupazione ed incertezza tali da paralizzare gli investimenti più che mai necessari per affrontare adeguatamente la concorrenza internazionale. Un duro colpo all’assunzione del personale è causato, inoltre, dalla enorme confusione circa la disciplina del settore tra Comunità Europea, Governo Italiano, Regioni ed Enti Locali che in questo modo stanno mettendo in serio pericolo il futuro del comparto balneare, fiore all’occhiello dell’offerta turistica italiana.Quella di quest’anno sarà ricordata come una estate molto calda. Le Federazioni di categoria hanno infatti già fissato un calendario per una serie di manifestazioni, sia nazionali che locali, coinvolgendo anche la clientela che, in più di una occasione, ha espresso la volontà di appoggiare la causa degli imprenditori balneari".

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