14 novembre 2015 - Ravenna, Cronaca

L'assessore Bakkali nell'inferno di Parigi

Scampata alla strage del ristorante cambogiano

C’era anche Ouidad Bakkali, assessora alla Cultura del Comune di Ravenna, nell’inferno di Parigi, proprio in uno dei luoghi degli attentati. E per un caso fortuito non si è seduta, con il fidanzato e un amico, il consigliere comunale Fabio Sbaraglia, ai tavolini del ristorante cambogiano, dove hanno perso la vita 14 persone. “Non c’era posto, abbiamo dato il nostro recapito al titolare, poi abbiamo atteso seduti al bar di fronte, il Carillon”. Poco dopo “è iniziato l’inferno. Ci siamo buttati a terra, poi ci siamo rifugiati nella rientranza di un edificio. Sentivamo le armi automatiche, vedevamo i colpi conficcarsi nel muro del ristorante cambogiano, ma non chi sparava. Non eravamo sicuri di uscirne vivi”. Poi qualcuno, dal palazzo ha aperto un cancelletto e il gruppo ha potuto ripararsi all’interno. In seguito è iniziato lo spostamento verso l’alloggio, segnato dal terrore, in una Parigi blindata, a tratti “surreale”, con persone ancora non ben consapevoli dei fatti: che guardavano dentro ad un bar, la partita di calcio Francia –Germania, teatro di un’altro attacco.  

L'assessore tornerà a Ravenna, domani, domenica 15 novembre. Anche Fabio Sbaraglia avrebbe potuto trovarsi al centro dell'attacco. Ma venerdì sera aveva preferito anziché cenare al cambogiano, raggiungere alcuni parenti nella capitale francese.

 

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