5 dicembre 2015 - Ravenna, Eventi

Ravenna Festival 2016, Nelson Mandela e "la lunga strada per la libertà"

La presentazione del programma a Palazzo Congressi emoziona il pubblico tra riflessioni e incursioni musicali

Un grande evento che a distanza di 25 anni continua ad emozionare. Un Palazzo Congressi gremito ha accolto questa mattina la presentazione del programma 2016 firmato Ravenna Festival. Cambio di location per il tradizionale appuntamento aperto ai cittadini, che quest’anno ha abbandonato il teatro Alighieri perché già impegnato nei preparativi della Bohème.

Ad aprire i lavori è il suggestivo video dedicato alla città presentato al World Travel Market di Londra, che alza il sipario sui protagonisti della direzione artistica del festival che ogni anno contribuisce a far conoscere il nome di Ravenna anche in Europa.

Protagonista dell’edizione 2016 uno dei maggiori protagonisti del ‘secolo breve’, vera e propria icona del mondo contemporaneo, Nelson Mandela.

È il giornalista RAI Massimo Bernardini ad accogliere gli ospiti della presentazione, a cominciare dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, che ha ricordato il passaggio di Ravenna Festival “da eccellenza mondiale a veicolo capace di trasformare posti della città in veri e propri luoghi”. È il caso della 'zona del silenzio' vicino alla tomba di Dante, dove nella nuova edizione saranno proposti approfondimenti culturali a partire dal mattino. O della basilica di San Vitale, che al tramonto ospiterà i vespri.

Un festival che allunga la fruizione temporale durante la giornata ma che allarga anche il periodo di svolgimento – ha spiegato il sovrintendente Antonio De Rosa. Gli spettacoli infatti partiranno dal 13 maggio per proseguire fino a ottobre con la consueta pausa tra agosto e settembre”.

Tantissimi gli eventi in programma, dalla Mandela Trilogy presentata in prima nazionale a Ravenna, produzione di Cape Town Opera, alla rilettura del personaggio dell’Odissea Palamede per la regia di Alessandro Baricco, fino allo spettacolo firmato da Lella Costa con musiche di Paolo Fresu e costumi di Antonio Marras che indagherà il senso profondo del migrare. E poi spazio alla danza con l’étoile del Bolshoi di Russa Svetlana Zakharova e l’omaggio a Francesca da Rimini, alla musica, dal jazz di Stefano Bollani all'elettroacustica, fino naturalmente agli attesi appuntamenti con il maestro Riccardo Muti.

Nell'anno delle celebrazioni del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, un importante filone tematico sarà quello dedicato al paese del Sol Levante, tra cui spicca l'esibizione della più importante pianista giapponese Mitsuko Uchida, tra le massime interpreti di Schubert. 

La figura di Mandela fornirà poi l’occasione per un focus che consentirà al pubblico del festival di conoscere la grande ricchezza artistica e culturale del Sudafrica, a cominciare dalle potenti voci dei Ladysmith Black Mambazo, che hanno contribuito ad una delle produzioni discografiche più celebri degli ultimi decenni, Graceland (1986) di Paul Simon.

“Abbiamo scelto l’Africa, una nazione straordinaria che ha dato molto alla cultura e alll’arte, dal jazz al blues, fino al rock" – ha chiarito Franco Masotti della Direzione Artistica Ravenna Festival. Quella che si annuncia insomma è una grande operazione di “world music”.

"In un momento in cui l'umanità si sente confusa e orfana Mandela è una scelta giusta - ha aggiunta Cristina Muti -. Un uomo che ha coltivato l'urlo dell'ingiustizia, il lamento della speranza, la gioia di ricominciare. Un uomo che nel suo lungo cammino non ha meditato la vendetta ma la conciliazione. Abbiamo bisogno di 'cibo buono' per la nostra mente, di credere nell'umanità di cui facciamo parte e la musica è il veicolo più bello, assoluto e senza parole per arrivare a tutto questo". 

In attesa dell’anteprima del 28 maggio a Forlì, questa mattina il pubblico ha potuto gustare dal vivo un assaggio del festival grazie all’incursione di sette dei 100 violoncellisti del progetto ‘Cellolandia’ ideato e capitanato da Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi. Un’esibizione straordinaria conclusasi con una struggente Hallelujah di Leonard Cohen, dedicata a Nelson Mandela proprio nel giorno del secondo anniversario della sua morte.

 

Valentina Viola

 

 

(in allegato il programma)

 

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