12 gennaio 2016 - Ravenna, Cronaca

Controlli ai mercatini del riuso per il rispetto delle regole

Lancio dell'iniziativa di Anva e Fiva a "La Pulce nel Baule", "grazie alla collaborazione e alla serietà degli organizzatori"

I "mercatini" sono eventi importanti, che hanno anche una funzione sociale: ma è fondamentale il rispetto delle regole. Domenica 10 gennaio si è svolto al Pala De Andrè il mercato dell'usato La Pulce nel Baule. Con il supporto dell'organizzatore, Edit Italia, le associazioni Anva-Confesercenti e Fiva-Confcommercio hanno ufficialmente lanciato un sopralluogo di monitoraggio e controllo all’interno della manifestazione.

 

Come è spiegato in una nota delle associazioni, "questa attività, frutto di un protocollo volontario, sottoscritto fra le Associazioni e gli organizzatori di tali eventi, ha lo scopo di individuare chi, nascondendosi dietro al pretesto del riuso, effettua in realtà un’attività di commercio a tutti gli effetti, in nero e senza rendicontazione alcuna. Questo danneggia non solo i colleghi imprenditori che si vedono surclassati da questi 'furbi', ma anche tutti quei cittadini che saltuariamente si sbarazzano di cose che non usano più, perché ovviamente come Associazioni non possiamo in alcun modo tollerare che alla luce del sole si effettuino vendite abusive".

 

Proseguono Anva e Fiva: "La legge regionale, che più volte abbiamo denunciato come debole e colpevolmente vaga, non aiuta nel distinguere fra legale e illegale, per cui ci siamo attrezzati da noi, con la preziosa collaborazione e la serietà degli organizzatori, affinché queste manifestazioni non diventino zone franche dove aggirare la legge ma eventi dove si esercita una funzione anche sociale.

 

Nelle giornata di domenica sono stati infatti individuati due espositori che non possedevano le caratteristiche che avevano dichiarato, i quali, segnalati, non parteciperanno più alle future edizioni della manifestazione.

 

Come Associazioni ci mettiamo l’impegno e la faccia: ora chiediamo che anche l’Amministrazione faccia la sua parte, facendo suo questo protocollo ed estendendolo a tutte quelle realtà che ormai hanno fatto del riuso un business, senza alcun parametro qualitativo e senza alcun controllo sugli espositori".

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