20 gennaio 2016 - Ravenna, Cronaca

Una Ravenna spietata nella riedizione del primo romanzo di Eraldo Baldini

Si chiama “Bambine” ed è un noir pieno di suspense

Dopo 20 anni dalla prima pubblicazione arriva, il 21 gennaio, una nuova edizione (per l’editore ravennate Fernandel) del primo romanzo di Eraldo Baldini, “Bambine”.

Il libro verrà presentato domenica 24 gennaio alle ore 17 nella Libreria Feltrinelli, Via Diaz, Ravenna, alla presenza dell’autore che dialogherà con l’amico e collega Carlo Lucarelli.

 

Il libro

Primi anni Novanta. Tre bambine, nel giro di poche settimane, spariscono come inghiottite dalla nebbia che spesso avvolge Ravenna, una città dove i paesaggi del porto, della marina e della zona industriale formano uno strano contrasto col tranquillo “salotto” del centro storico. All’improvviso una nube di paura scende a oscurare la vita di tutti i giorni, facendo serpeggiare apprensione, incredulità e senso di impotenza, che cresceranno quando la vicenda, in un incalzante susseguirsi di colpi di scena, assumerà contorni di puro orrore. Sarà Carlo Bertelli, cronista di provincia che trascina senza entusiasmi una vita in crisi, a doversi suo malgrado immergere in una storia terribile, spinto soprattutto dal bisogno di proteggere la piccola Chiara, figlia del suo migliore amico morto in mare.

Spietato e tenero, commovente e durissimo, “Bambine” è un noir pieno di suspense e di lucide disamine del Male, e nel contempo – come sottolinea Carlo Lucarelli nella sua prefazione – “uno splendido racconto sull’amicizia, sull’amore e sulle delusioni di una generazione inquieta in una terra che è stata definita ‘sazia e disperata’”.

 

La prefazione di Carlo Lucarelli:

“Nessuno tranne Eraldo Baldini, attento osservatore della metà oscura di una terra contraddittoria e dai diversi volti come l’Emilia-Romagna, sarebbe riuscito a scrivere una storia come questa. Una storia che è allo stesso tempo spietata e tenera, commovente e durissima, proprio come la striscia di terra in cui è ambientata: quella della riviera adriatica. Una vicenda di bambine rapite e brutalmente uccise da un maniaco che si intreccia con quella, umana e toccante, dell’affetto tra un giornalista e la piccola Chiara, figlia del suo miglior amico morto in un incidente di mare.

Sullo sfondo di una riviera e di una Ravenna dai diversi volti, spesso inediti e insospettati, un po’ nebbioso e sinistro borgo padano, un po’, sulle spiagge, insonne divertimentificio, un po’ porto di mare difficile e bizantino, si dipana, con la suspense e i colpi di scena tipici di un grande noir, una storia terribile di orrore e di morte che è insieme uno splendido racconto sull’amicizia, sull’amore e sulle delusioni di una generazione inquieta in una terra definita “sazia e disperata”.

Perché “Bambine” è soprattutto questo: la storia della solitudine di una generazione che vive in un contesto umano ambiguo, che offre molto, forse troppo, ma a patto che lo si consumi in fretta. Ed è proprio lì, tra le nebbie della riviera, che si nasconde la metà oscura di ognuno di noi”.

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