10 febbraio 2016 - Ravenna, Cronaca

Contro il degrado via le panchine da viale Pallavicini

La risoluzione del sindaco Matteucci accende il dibattito

Dai giardini Speyer il degrado urbano si è spostato, da diverso tempo, in viale Pallavicini, dove i commercianti e i residenti denunciano una situazione piuttosto difficile, con spaccio e vari episodi di microcriminalità. Fronte al problema arriva la decisione del sindaco Fabrizio Matteucci di rimuovere le panchine della zona, che sarebbero un bivacco per sbandati. La dichiarazione apparsa in un’intervista del Resto del Carlino ha suscitato alcune polemiche.

“L’eliminazione delle  panchine proposta dal sindaco di Ravenna mi pare fuori luogo – spiega il consigliere provinciale Udc Gianfranco Spadoni -, anche se oggettivamente alcune di queste sono vero appannaggio di persone poco raccomandabili e spesso pericolose o anche semplicemente luogo di sosta di persone disperate e abbandonate a se stesse. Rimuovere le panchine va in qualche modo nella direzione di ghettizzare determinate zone urbane, quando, invece, occorrerebbe agire con un’illuminazione adeguata, arredi e parchi attrezzati e animati dalla presenza di negozi e attività di vario genere, oltre a prevedere  interventi sociali di contrasto alla povertà. Togliamo pure le panchine come proposto dal primo cittadino, poi gli anziani o le persone che attendono il passaggio di un mezzo pubblico o semplicemente i cittadini che vogliono fermarsi per una breve sosta, saranno costretti a rinunciare alla loro libertà e al livello minimo di  vivibilità”.

 

“Piuttosto  si operi con mezzi di video sorveglianza e con programmi più articolati di controllo e di presidio del territorio attraverso il Corpo di Polizia municipale preposta anche per azioni di prevenzione e di  incontro con i cittadini stessi – continua Spadoni”. D’altra parte il famoso ‘vigile di quartiere’ con funzioni di servizio di prossimità avrebbe dovuto svolgere queste basilari funzioni comunicative, di prevenzione e di presidio costante del territorio, ma, purtroppo tale figura non ha mai decollato in modo compiuto. Forse sarebbe opportuno riflettere per ripensare al servizio di prossimità con un impiego diretto di volontari e del personale di polizia urbana nel tentativo di coniugare la prevenzione con la repressione. Con la possibilità di fare qualche sosta nelle apposite panchine”.

 

“Sopprimere le panchine è un modo politicamente corretto di rimuovere i poveri – ha spiegato dalla sua pagina FB la candidata sindaco per Ravenna in Comune Raffaella Sutter - E’ l’ennesima rimozione di panchine a Ravenna, via Mazzini, giardini Speyer, viale Pallavicini , come misura antidegrado , azione ormai diffusa nelle città italiane, iniziata nel nord est leghista, un tassello della lotta contro i poveri, non contro la povertà. Nelle panchine si siede spesso chi non può andare in un bar, chi non ha soldi da spendere, molti senza fissa dimora quando i servizi a bassa soglia sono chiusi come nei festivi. Nel suo libro 'Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne' Beppe Sebaste (Laterza 2008), scrive: le panchine oggi 'sono in via di estinzione, come se la loro gratuità (la loro grazia) nel nuovo orizzonte del welfare fosse assolutamente da bandire.' Ci sono altre soluzioni che sottrarre a tutti le panchine, bene comune di tutti cittadini, in nome del decoro".

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