4 marzo 2016 - Ravenna, Cronaca

Cane ucciso con una sedia, partita la denuncia dell’Enpa

I fatti avvenuti nel pomeriggio del 2 marzo

È partita la denuncia contro ignoti della Sezione Enpa di Ravenna al Tribunale dei Minori in merito alla terribile uccisione della cagnetta Lassie, che, secondo la testimonianze dei proprietari dell'animale e dei residenti nella zona in cui è avvenuto il fatto, sarebbe stata opera di due minorenni non ancora identificati. Secondo quanto dichiarato dai testimoni, i due avrebbero lanciato contro il povero animale, una meticcia di 11 anni, una sedia di ferro: colpita sul muso, la cagnolina non ha avuto scampo.

 

“In attesa che le indagini degli inquirenti accertino i fatti e le responsabilità dei due giovani, in particolare se la morte dell'animale sia stata la conseguenza di un'azione intenzionale o colposa, ritengo comunque che, qualunque sia la dinamica di questa tragedia, ciò che è accaduto è un fatto di una gravità inaudita. Noi tutti siamo estremamente preoccupati e addolorati. Non soltanto – dichiara il presidente dell'Enpa di Ravenna, Carlo Locatelli - per la ferocia di cui è stata oggetto la cagnolina, non soltanto per il dolore inferto a suoi proprietari, ma per il futuro dei due giovani.

 

E' infatti ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica che chi commette atti di violenza ai danni di animali, anche in giovane età, tende poi a replicarli sulle persone. Per questo, l'Ente Nazionale Protezione Animali, che sottolinea l'importante funzione educativa che la scuola è chiamata a svolgere sul tema, invita le autorità di pubblica sicurezza, il Tribunale dei Minori, i servizi sociali a non sottovalutare la gravità dell'episodio e ad affrontarlo con la massima urgenza. Ciò che è accaduto nella nostra città – prosegue l’Ente - è un preoccupante campanello d'allarme. Vogliamo che sia resa giustizia a Lassie e ai proprietari, vogliamo che su questo fatto non cali una cortina di silenzio: tuttavia – aggiunge Locatelli - non chiediamo né soluzioni punitive né inutili gogne, ma un adeguato percorso di recupero sociale, psicologico ed educativo che faccia capire ai due giovani la portata del loro gesto e che li responsabilizzi. Solo così sarà onorata la memoria della povera cagnolina, solo così si eviteranno nuove vittime”.

 

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