7 giugno 2010 - Ravenna, Cultura

I 'sogni di celluloide' non abitano più qui

Con l'addio al Jolly.doc scompaiono le “vecchie” sale. Una rassegna al mare ne ripercorre la storia

Domenica 6 giugno 2010, ore 23. Con l’ultimo spettatore uscito dalla sala si sono chiuse, per sempre, le porte del cinema Jolly.doc di via Renato Serra, la storica sala d’essai che dal 2002 era diventata punto di riferimento per tutti i ravennati, non solo gli accaniti cinefili, desiderosi di vedere film di qualità. L’ultima pellicola proiettata è stata “Il tempo che ci rimane” di Elia Suleiman, un titolo che suona di per sé come un congedo, un film che attraverso gli occhi di una famiglia palestinese alterna tragedia e commedia, sullo sfondo di un dramma ma senza dimenticare il sorriso. Con le dovute proporzioni, lo stesso spirito che ha contraddistinto l’intera storia recente del cinema Jolly.doc.

“Quando arrivai al Jolly come operatore nella gestione precedente, il cinema era uno ‘sgabuzzino’ degli altri presenti in città, Capitol, Astoria ed Elite”, ricorda Giovanni “Beo” Mendola che, dopo la chiusura nel 2002, ne prese in mano la gestione con Claudio Borghi. Nacque così il Jolly.doc, per proseguire l’attività con una nuova veste, legata al cinema di qualità. “I ravennati ci hanno premiato, abbiamo costruito il nostro pubblico offrendo proiezioni di film inediti per l’intera provincia – aggiunge Mendola –. Abbiamo anche ricevuto riconoscimenti da Cinecittà Holding, che ha inserito il Jolly.doc tra le cento sale più qualificate d’Italia, al di là della struttura, e dalla Federazione Italiana Cinema d’Essai che ci ha sempre sostenuto”. Ai buoni risultati seguì poi, nel 2005, la volontà della parrocchia di Don Ugo, proprietaria del locale, di proseguire il rapporto di lavoro, con un rinnovo contrattuale di cinque anni su richiesta dello stesso Mendola, deciso a investire nella struttura per migliorarla dal punto di vista del comfort. Fino alla “tegola” del giugno 2006, con la proiezione del film “Mater Natura”, che trattava con vitalità il tema dell’emarginazione raccontando la storia di un transessuale.

Il “caso” Mater Natura
“La pellicola è stata proiettata nell’ambito di una rassegna voluta dalle Fice Emilia Romagna, e io accettai, dopo che il film era stato proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia, vincendo il premio del pubblico, della giuria e dei giornalisti – ricorda Mendola –. Si tratta di una storia d’amore, dove non c’è nulla di scabroso, invece la Cei lo bollò come scandaloso”. Il cinema Jolly.doc, nonostante il sostegno di molti cattolici, anche sacerdoti (da don Gallo a Frate Barbero fino a Padre Fantuzzi, docente di linguaggio cinematografico all’Università Gregoriana Pontificia, i cui attestati di solidarietà si possono consultare sul sito del cinema Jolly.doc) e una successiva proiezione al cinema Astoria che registrò un grande successo di pubblico, dovette andare a processo contro la parrocchia di San Rocco, che chiese a Mendola l’immediato abbandono della gestione. "Il tribunale, come noto, rigettò la richiesta e impose il pagamento delle spese processuali alla curia e il giudice, nella motivazione, fece un’analisi del film minuto per minuto, senza riscontrare alcuna volgarità o eccesso, riconoscendo anzi una certa delicatezza nello stile del regista". L’armonia con la parrocchia era però segnata irrimediabilmente e Mendola è andato avanti fino all’esaurirsi del contratto quinquennale, terminato ieri con la proiezione de “Il tempo che ci rimane”. La fine di un ciclo che suona come una beffa. “La sera di ‘Mater Natura’ sono stati strappati 35 biglietti, per un incasso di 175 euro – ricorda Mendola –. Per il noleggio della pellicola spesi oltre 200 euro, per cui è ancora più amaro aver ricevuto un attacco smisurato per un’azione in cui ho investito soldi di tasca mia per portare il film a Ravenna”.

Grande schermo sulla spiaggia
Il Jolly.doc oggi non esiste più ma Mendola ha deciso di ricordarlo con una rassegna di sette pellicole, una per ogni anno della propria gestione, ognuna di un paese diverso. Le proiezioni, che si terranno al Bagno Fandango di Marina di Ravenna, con cui Mendola ora collabora, partono stasera alle 21.30, con “Soul Kitchen” del turco-tedesco Fatih Akin, preceduto da un brindisi di saluto. “Si tratta di sette commedie, per ricordare l’esperienza del Jolly.doc con un sorriso – spiega Mendola – ed è un omaggio a tutti i ravennati, visto che le proiezioni saranno gratuite”. La rassegna continuerà tutti i lunedì, a parte il prossimo, 14 giugno, in cui sarà impegnata l’Italia nel primo incontro dei Mondiali di calcio.

Futuro nero
Mentre il cinema di via Renato Serra proseguirà molto probabilmente la sua attività in autunno senza più il marchio “Jolly.doc”, per Mendola non ci sono progetti all’orizzonte dopo l’estate.

“Con la scomparsa del Jolly.doc si è avverata la triste prospettiva che avevo denunciato nel 2003, la chiusura di tutti i cinema del centro città – conclude –. Non ho ricevuto attenzione ai tempi, ma intanto un cinema è diventato una banca, un altro un ristorante, uno diventerà l’archivio dell’Arcivescovado, un altro ancora un parcheggio. I nostri nipoti non vedranno mai più i cinema nel centro di Ravenna”.
Matteo Papi

 

Il programma cinematografico del Fandango:

http://www.cinemajollydoc.it/RassegnaFandango.html

http://www.fandangobeach.it/index.php?id=2

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
Global Ports Maratona di Ravenna Ravenna Città d'arte, edizione 2017