8 giugno 2010 - Ravenna, Agenda, Cultura

Ravenna Festival 2010, Diego Matheuz “apre” con l’Orchestra Mozart

Il concerto inaugurale mercoledì alle 21 al Pala de André. Il giovane direttore d’orchestra sostituisce Claudio Abbado.

L’atteso ritorno di Claudio Abbado per il concerto inaugurale di Ravenna Festival come è noto non ci sarà, ma il concerto è salvo e il "siglillo" del grande maestro rimane a garantire la straordinaria qualità dell’evento inaugurale della XXI edizione della manifestazione. Sul podio della ‘sua’ Orchestra Mozart salirà infatti - mercoledì 9 giugno, Pala de Andrè ore 21 - Diego Matheuz.

Il giovane direttore venezuelano – appena ventiseienne - che lo stesso Abbado ha suggerito alla direzione del Festival dopo la sua improvvisa indisponibilità, è stato recentemente nominato Direttore Ospite Principale della Mozart. In programma la Sinfonia n. 4 op. 90 Italiana di Mendelssohn, la Sinfonia n. 41 K 551 Jupiter di Mozart e il Concerto per pianoforte n. 3 op. 26 di Prokof’ev, interpretato da Nikolai Demidenko, che sostituirà Yuja Wang.

Il concerto è reso possibile grazie al prezioso supporto di Eni, partner della manifestazione sin dalla sua prima edizione.

Diego Matheuz
Diego Matheuz rappresenta uno degli esiti più felici del ‘Sistema Abreu’: ovvero è figlio di quel Sistema Nacional de las Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela, voluto e realizzato con lucida follia da José Antonio Abreu che, negli ultimi trent’anni ha coinvolto circa 350.000 ragazzi, in molti casi delle classi più umili, togliendoli dalla strada ed offrendo loro nuove opportunità di vita attraverso l’educazione musicale. Un sistema che si sta imponendo in tutto il mondo, dal Sud America all’Europa, grazie al sostegno e alla convinta adesione di grandi musicisti.
Matheuz, incoraggiato dallo stesso Claudio Abbado, ha debuttato appena tre anni fa in veste di direttore sul podio dell’Orchestra Giovanile del Venezuela Simon Bolivar (di cui è uno fra i primi violini). E’ iniziata così una brillante carriera, che ha messo in luce quel particolare stile che gli viene dall’essere cresciuto ‘dentro’ l’orchestra, dall’ascolto reciproco e dalla ricerca delle più intime relazioni di intesa tra sé e gli altri musicisti della macchina orchestrale, nonché dall’indefinibile carisma con cui riesce a esaltare il lavoro interpretativo.
Lavoro che qui al Ravenna Festival sarà dedicato alle musiche che già Abbado aveva scelto: programma immutato, che si apre con uno dei capolavori assoluti della letteratura sinfonica di ogni tempo – “una delle cose per cui vale la pena di vivere” lo definisce Woody Allen: la Sinfonia n. 41 in do maggiore K 551 “Jupiter” di Mozart, congedo del grande salisburghese dall’universo della sinfonia classica (1788).
Poi le compatte architetture della Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 di Mendelssohn, la cosiddetta “Italiana” perché frutto delle suggestioni del lungo e doveroso viaggio di formazione, il grand tour, che portò il compositore, nel 1830, ad attraversare la penisola, ma che in realtà, nonostante il titolo, non si concede alla pittoresca evocazione di tipiche melodie rimanendo invece saldamente ancorata a modi espressivi e formali germanici.
Ad interrompere la “solitudine” dell’orchestra sarà però, tra una sinfonia e l’altra, Nikolai Demidenko, profondo conoscitore del repertorio russo, chiamato a interpretare il Concerto n. 3 in do maggiore op. 26, composto in un lunghissimo arco di tempo, tra il 1911 e il 1921, da Sergej Prokof’ev - un’opera che condensa la radice lirica tardo romantica del compositore russo e gli impulsi modernisti legati alla sua natura cosmopolita.

Informazioni: 0544249244
www.ravennafestival.org
Biglietti da 10 a 93 Euro.

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