11 giugno 2010 - Ravenna, Sanità

Nuclei di cure primarie: "Troppi ritardi"

I sindacati ne sollecitano la realizzazione

 

Con una nota unitaria, Cgil, Cisl e Uil della provincia sollecitano la creazione sul tutto il territorio dei Nuclei di cure primarie.

Da troppo tempo i cittadini del nostro territorio sono in attesa di vedere finalmente realizzati i Nuclei delle cure primarie (Ncp), quei presidi sanitari collocati capillarmente sul territorio, che in modo strutturato, valorizzando il ruolo dei medici di famiglia, degli infermieri, delle ostetriche e di altri professionisti sanitari, dovrebbero diventare riferimenti importanti e innovativi nelle politiche per la salute.

Dagli articoli apparsi sulla stampa di questi giorni si comprende che  l'obiettivo è purtroppo ancora lontano, malgrado già alla fine del 2008 il percorso sembrava essersi avviato.

E' opportuno ricordare che i Ncp vanno istituiti in coerenza con la programmazione di livello regionale (Piano Sociale e Sanitario 2009-2011) e territoriale (Piano Attuativo Locale 2009-2011) e che,  nel confronto tenuto ai vari livelli, tutti i soggetti coinvolti hanno espresso la loro condivisione”.

CGIL, CISL e UIL nelle osservazioni al Piano attuativo locale citato hanno ribadito la necessità di avviare rapidamente gli Ncp, anche perchè è una discussione compiuta ormai da troppo tempo. Il sindacato ha inoltre auspicato che coerentemente si operasse per concludere il confronto fra Azienda e i medici di medicina generale in modo trasparente,  informando tutti, cittadini e sindacato stesso, sui passaggi del confronto.

Oggi le organizzazioni sindacali ritengono importante comprendere, coinvolgendo direttamente tutti i soggetti interessati, le ragioni vere della distanza che permangono tra l'Azienda Usl e i Medici di famiglia, distanza che non permette evidentemente,  l‚avvio di questa fase di innovazione.

Pur nella consapevolezza che i medici di medicina generale sono  professionisti convenzionati con il sistema sanitario pubblico e che partecipano all'attuazione delle scelte strategiche della programmazione del servizio sanitario  nel rispetto della convenzione nazionale che regola il rapporto dei medici di famiglia  con il sistema sanitario stesso, nonchè della difficoltà di mettere insieme sistemi che fino a poco tempo fa non comunicavano tra loro, i Nuclei rappresentano una sfida alta da non perdere,  proprio perché in primo luogo compiono l'integrazione tra i servizi territoriali e i medici di famiglia”.

Cgil Cisl Uil, evidenziando il “preoccupante ritardo nel dare avvio a tali  innovazioni”, ribadiscono l'assoluta necessità che questa  sfida venga realizzata e auspicano che il lavoro fin qui svolto non sia vanificato da resistenze e rigidità.

 

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