14 giugno 2010 - Ravenna, Cervia, Cronaca

Sul campo, contro la “tigre”

Lotta alle zanzare: il lavoro degli operatori, le regole per i cittadini

 

Oltre 12 mila abitazioni controllate tra Cervia e le località vicine, 700 condomini tra Ravenna e Cervia. Insieme a 68 mila pozzetti nelle strade ravennati e a 17 mila in quelle cervesi. Sono questi i numeri che danno il senso della “battaglia” contro la zanzara tigre. Sul territorio i Comuni interessati hanno affidato questo incarico, tramite una gara, a un’associazione temporanea d’impresa che vede impegnata come capofila la Freedom srl, assieme alla coop sociale La Pieve e la coop Colas. La società pubblica Azimut – il reparto disinfestazioni è diretto da Mario Montanari – sovrintende gli interventi.

Si tratta – come illustra il video - di un’azione capillare che a intervalli regolari tende non solo a controllare e a “bonificare” i punti a rischio (compresi quelli presenti nelle attività economiche) ma anche ad “educare” i cittadini: con opuscoli e spiegazioni dirette porta a porta (nel Comune di Cervia), sui comportamenti da tenere per fronteggiare la proliferazione dell’aedes albopictus. In questo caso sono coinvolti studenti dei corsi di laurea ravennati in materie scientifiche come Scienze Ambientali e Biologia Marina. I giovani effettuano un corso specifico.

La prevenzione risulta fondamentale. Infatti, come spiega Carla Gasparini di Freedom, una cosa è assodata: se c’è una zanzara tigre vuol dire che il suo focolaio larvale risiede in un raggio di 80-100 metri. E se si tiene in considerazione anche il fatto che questo tipo di insetto non prolifera affatto in grandi quantità di acqua, significa che nella stragrande maggioranza dei casi tutto è partito da una mancata osservanza delle regole da parte di ognuno di noi.

Insomma, “la gran parte dei focolai che questa zanzara è in grado di sfruttare è creata, alle nostre latitudini, dall’uomo e dalle sue attività”. Per questo è fondamentale evitare, come continuano a raccomandare gli esperti, il ristagno d’acqua in piccoli contenitori, in particolare di colore scuro: dagli pneumatici – che sembrano essere stati il veicolo di distribuzione dalla zona di origine, l’Oriente - ai sottovasi, dai barattoli alle vaschette.

Ovviamente massima attenzione ai grandi ricettacoli di uova, i pozzetti – e le “bocche di lupo” – lungo le strade. In questo caso gli operatori compiono una minuziosa azione, condotta anche se le macchine sono parcheggiate: con cadenze precise nel corso della stagione viene rilasciato un regolatore di crescita che tronca il ciclo di vita dell’insetto. E’ una sostanza selettiva e a blanda tossicità, anche se estremamente efficace.

Nel territorio dell’Emilia-Romagna le uova si schiudono a partire dal mese di aprile. Fino a qualche tempo fa la zanzara tigre non aveva trasmesso malattie tropicali. Poi il nostro territorio ha dovuto fare i conti con l’epidemia di Chikungunya che in provincia nel 2007 ha colpito oltre 180 persone (142 a Castiglione di Cervia e di Ravenna). In tutto, sono stati circa 200 i casi in regione. La tigre è in grado di trasmettere malattie anche più gravi. L’attenzione da parte degli organi preposti resta alta e sono ingenti gli stanziamenti per contrastare il fenomeno. Ma, appunto, serve la responsabilità di tutti.

 

 

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