23 settembre 2016 - Ravenna, Cultura

Prende forma il nuovo Museo di Classe

Curatore del progetto di allestimento è l’architetto Andrea Mandara. LE FOTO - PRIMA E DOPO

Questa mattina è stato presentato il cronoprogramma dei lavori che consentirà l’apertura al pubblico di una prima importante area espositiva del Museo della Città e del Territorio di Ravenna, la cui inaugurazione avverrà nella primavera del 2018.

Il progetto scientifico alla base del Museo, che racconterà la storia di Ravenna e del suo territorio, è stato elaborato secondo le linee guida di un autorevole comitato scientifico, che vede al suo interno importanti esponenti del mondo della cultura ed è presieduto da Andrea Carandini, professore emerito di Archeologia e storia dell’arte greca e romana all’Università La Sapienza di Roma.

Curatore del progetto di allestimento del Museo della Città e del Territorio di Ravenna è l’architetto Andrea Mandara, che la Fondazione RavennAntica ha selezionato attraverso una procedura aperta per l’affidamento di servizi attinenti all’allestimento.

Il Museo, nella sua veste attuale, è il risultato di una serie di interventi che hanno consentito alla struttura di essere predisposta alla realizzazione dell’allestimento.

Attraverso la rampa esterna di accesso al primo piano del Museo, caratterizzata dal Mosaico dell’Onda, si accederà ad un evocativo percorso espositivo di grande suggestione, una vera e propria narrazione dei circuiti storici ed archeologici del nostro territorio, nell’ambito di un
progetto di valorizzazione culturale e turistica dell’area di Classe.
Nei giorni scorsi è stato espletato il bando di gara per il servizio di fornitura dell’allestimento interno del Museo, con aggiudicazione provvisoria alla Ditta Gianluigi Fiorella, capofila di un gruppo di imprese romagnole che si sono già cimentate nell’allestimento di strutture museali.
Il percorso che porterà alla realizzazione degli interventi di allestimento del Museo oggetto del bando è stato reso possibile grazie al coinvolgimento e al sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna.
“Incominciamo l’ultimo tratto del cammino che ci porterà all’inaugurazione del Museo della Città e del Territorio di Ravenna. Si tratta soprattutto di un importante investimento dal punto di vista dell’offerta culturale -hanno spiegato il sindaco di Ravenna Michele De Pascale e l'assessore alla Cultura Elsa Signorino.  Questo museo si colloca anche al centro di un percorso archeologico di forte incentivo per il turismo culturale, rappresenterà infatti un vero e proprio portale d’ingresso alla città: concepito secondo i più contemporanei parametri europei, racconterà la storia di Ravenna e del territorio attraverso linguaggi e tecnologie innovative, trasferendo ai visitatori una serie di sollecitazioni per stimolarli a proseguire la visita in città. Proprio in un’ottica di sistema, stiamo lavorando insieme al Ministero dei Beni Culturali per sperimentare forme avanzate d’integrazione tra il patrimonio storico artistico dello Stato e quello del Comune e questo progetto si colloca a pieno in questo percorso”.

“Il Museo della Città e del Territorio di Ravenna rappresenta un ulteriore sito culturale che arricchirà l’offerta turistica, non solo del territorio e della città di Ravenna, ma di tutta la regione Emilia-Romagna, contribuendo ad aumentare l’appeal dei flussi di turismo culturale - ha chiarito Andrea Corsini, assessore al Turismo e Commercio della Regione Emilia-Romagna. La Regione ha recentemente finanziato con 730 mila euro gli allestimenti e gli arredi degli spazi espositivi. Precedentemente c'erano stati altri finanziamenti di circa 3 milioni provenienti anche dall’ Asse 6 del POR-FESR (Programma operativo regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale) per la realizzazione di laboratori urbani all’interno degli spazi del Museo”.

IL PROGETTO DI ALLESTIMENTO

Nel Museo della Città e del Territorio di Ravenna presso l’ex zuccherificio di Classe i luoghi della memoria entreranno a far parte integrante del progetto di allestimento, l’architettura della vecchia fabbrica recuperata, non verrà nascosta ma dialogherà con i materiali archeologici e con le storie che li accompagneranno.
La storia del territorio, intesa come complessa stratificazione di epoche la cui conoscenza è sempre in evoluzione col procedere della ricerca, orienta le scelte del presente allestimento verso sistemi espositivi flessibili che permetteranno nel tempo di aggiornare il museo senza stravolgere la natura dell’esposizione.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Un grande portale posto in corrispondenza del cancello su strada, di ingresso al Museo, segnalerà e inquadrerà visivamente l’edificio che accoglie il Museo. Le prime informazioni essenziali legate alla visita, poste sul portale, orienteranno l’ingresso del pubblico al Museo.

Sin dall’esterno l’offerta del Museo dovrà essere chiara e invitare il visitatore a percorrere il viale di ingresso e per mezzo di una grande rampa giungere al primo piano, che ospita le sale espositive. Tale rampa, caratterizzata dal Mosaico dell’Onda, lungo oltre 33 metri e realizzato con oltre una tonnellata di smalti vetrosi, costituirà il tratto distintivo dell’ingresso circondato da un’area verde, fruibile anche indipendentemente dalla visita all’area espositiva. Grandi scritte con lettere in acciaio verniciato titoleranno l’ingresso.
L’ampia sala di ingresso al piano primo con biglietteria, guardaroba, consegna di audio guide e bookshop offrirà al pubblico i primi servizi di accoglienza.
Nella sala, una vela sospesa, composta da un grande telo grafico retroilluminato sospeso a soffitto, insieme a pareti grafiche poste ai lati delle porte di ingresso alle sale, con immagini ispirate ai contenuti del Museo, inviteranno il visitatore ad entrare fisicamente nel racconto.
Informazioni pratiche relative alla visita scorreranno di continuo sul grande monitor posizionato alle spalle del desk della biglietteria.
Superato il disimpegno posto in prossimità del blocco scale, un grande pannello grafico a parete descriverà in pianta il percorso di visita insieme alla presentazione delle esposizioni temporanee in corso nella struttura. Questo primo ambito del grande spazio espositivo colonnato a più livelli della fabbrica restaurata accoglierà la prima sezione del racconto: la geografia.
Un grande plastico, che proporrà l’orografia del Mediterraneo, diventerà anche lo schermo di una multi proiezione che introdurrà il pubblico, con rappresentazioni grafiche e immagini, allo stretto rapporto tra Ravenna, il mare e i mondi che abitavano le rive del grande bacino.
Riproduzioni di piante, immagini storiche del territorio e video di approfondimento costituiranno così la didascalizzazione della prima come delle successive sezioni.
Prima di lasciare questo primo ambito di visita e iniziare il percorso cronologico del racconto, un grande pannello grafico conterrà un’introduzione ai temi esposti nel Museo, insieme a un sintetico “manuale” su come “leggere” i contenuti proposti lungo il percorso, rivolto sia agli adulti che ai ragazzi.
Terminata la sezione dedicata alla geografia del territorio ravennate, il grande salto di quota del doppio livello centrale coperto dal grande lucernario oscurato, accoglierà la “linea del tempo”: asse temporale dello sviluppo storico del territorio che con l’ausilio di apparati grafici e approfondimenti tematici costituirà un costante punto di riferimento lungo tutto il percorso espositivo.
La linea del tempo sarà un “nastro” sospeso lungo circa 45 metri alto circa cm 120, che attraverserà centralmente tutto il percorso di visita della cronologia della storia dell’evoluzione del territorio. Dalle capriate, a segnare il cambio di sezione, grandi teli grafici sospesi riprodurranno personaggi storici collegati al periodo storico descritto in quel punto del Museo, così da facilitare la collocazione temporale di quanto esposto e spiegato. Grandi titolazioni delle sezioni espositive attraversate, saranno applicate alle colonne in ferro verniciato dell’edificio. Completerà la linea del tempo un piano inclinato graficizzato con contenuti ispirati al rapporto tra temi legati alla contemporaneità con quelli descritti lungo il racconto
museale.
Dalla prima sezione, la lunga galleria colonnata che, per i visitatori in entrata, occuperà il lato destro del grande ambiente centrale del Museo, accoglierà le successive tre sezioni del racconto: Ravenna preromana, Ravenna repubblicana, Ravenna imperiale.
Per accentuare l’attenzione del visitatore verso i materiali archeologici esposti e i contesti rappresentati, grandi espositori vetrati, in lamiera di ferro al naturale, rivolti verso la linea del tempo del racconto, avvolgeranno fisicamente il pubblico.
Contemporaneamente gli apparati comunicativi, grafici e multimediali, permetteranno un continuo rimando tra quanto esposto, la cronologia di riferimento e il racconto degli eventi.
L’inizio del periodo del fulgore ravennate, coinciderà col cambio di spazialità dell’architettura che accoglierà l’allestimento. Dopo un secondo salto di quota il percorso espositivo, prima vera e propria galleria espositiva, si apre in ampio spazio piano, colonnato. Alle grandi e avvolgenti vetrate subentreranno perciò grandi basamenti bassi ad isola che, sfruttando sempre il fulcro costituito dalle colonne dell’edificio, accoglieranno i materiali
archeologici confermando la medesima logica espositiva adottata e prima descritta per le vetrate. In questo caso, il pubblico avrà modo di girare intorno alle opere che comporranno il racconto.
All’interno della sezione di Ravenna capitale, la presenza di un secondo doppio livello verso il piano secondo dell’edificio, permetterà il posizionamento di una seconda proiezione dall’alto con commento sonoro, questa volta realizzata direttamente su telo piano che descriverà la nascita di Classe, il porto, i commerci.
Anche in questo punto dell’allestimento il racconto cronologico sarà accompagnato dal costante riscontro con gli avvenimenti riportati lungo la linea del tempo insieme ai collegati stendardi che riproducono i personaggi del racconto.
Il percorso cronologico continuerà con le sezioni dedicate al Regno goto e al Dominio bizantino e infine a seguire con la sezione dedicata a San Severo.
In questa sezione portali in lamiera di ferro, faranno da cornice a fondali, teche e vetrine che, arricchite anche in questo caso da proiezioni e video descrittivi, accoglieranno in completa continuità col racconto storico tutti i ritrovamenti archeologici che illustreranno l’intera, lunga e articolata parabola di vita del monumento.
Ritornati al piano di ingresso del Museo, al termine della visita e in continuità col percorso cronologico, troveremo l’ultimo capitolo della storia del territorio ravennate, dedicato alla storia moderna del territorio di Classe: il dopoguerra e in particolare a storie e testimonianze del vecchio zuccherificio che occupava gli spazi ora destinati a Museo.
Qui una grande parete grafica raccoglierà immagini, scritti e materiali della memoria del luogo insieme alle storie delle persone che l’hanno popolato e vissuto. Un basamento con fondale e teche accoglierà i “materiali della memoria” del lavoro in fabbrica. Quattro totem con grandi monitor proporranno, un dialogo tra operai e operaie che hanno lavorato nella fabbrica, intervistati per l’occasione. Infine un grande monitor permetterà di osservare una selezione di immagini storiche dello zuccherificio.
Il percorso di visita terminerà infine con una “finestra” informativa sul Parco archeologico di Classe e con un pannello grafico che proporrà una grande immagine della Ravenna di oggi con evidenziati luoghi e monumenti descritti nel Museo da ritrovare poi durante la visita della città.
Il Museo della città e del territorio di Ravenna, proporrà così un percorso di conoscenza che attraverserà la sua storia dall’antichità fino i giorni nostri fornendo chiavi di lettura di luoghi e eventi che il visitatore sarà invitato a riscoprire nella Ravenna di oggi.
L’allestimento proposto nel presente progetto espositivo, recepisce questa volontà proponendo gli apparati descritti per realizzare nella fabbrica rinnovata il Museo vivente della città e del territorio di Ravenna.

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