16 febbraio 2017 - Ravenna, Cronaca, Politica

Ravenna Holding, Ravenna Farmacie e Romagna Acque: approvati i budget 2017

In Consiglio comunale

 

Nella seduta di martedì (è possibile rivederla all'indirizzo http://bit.ly/archivio-sedute-cc ) il consiglio comunale ha approvato i budget 2017 di Ravenna Holding spa, Ravenna Farmacie srl e Romagna Acque Società delle Fonti spa, spiega il Comune in una nota stampa.

Il primo, quello di Ravenna Holding, è stato approvato con 18 voti favorevoli (gruppi di maggioranza), 11 contrari (gruppo Alberghini, CambieRà, Forza Italia, Lega nord, Lista per Ravenna, Ravenna in Comune).

Il secondo, di Ravenna Farmacie srl, è stato approvato con 18 voti favorevoli (gruppi di maggioranza), 8 contrari (gruppo Alberghini, Forza Italia, Lega nord, Lista per Ravenna, Ravenna in Comune) e 3 astenuti (CambieRà).

Il terzo, di Romagna Acque Società delle fonti spa, è stato approvato con 18 voti favorevoli (gruppi di maggioranza), 8 contrari (gruppo Alberghini, Forza Italia, Lega nord, Lista per Ravenna, Ravenna in Comune) e 3 astenuti (CambieRà).

Ha introdotto i lavori l’assessore con delega alle aziende partecipate Massimo Cameliani, che ha ringraziato il presidente e il direttore amministrativo di Ravenna Holding, rispettivamente Carlo Pezzi e Marco Calpista, presenti in consiglio. Nel suo intervento l’assessore Cameliani ha ribadito il ruolo importante della Holding e del sistema delle partecipate, difendendo una scelta fatta 15 anni fa, che si è rivelata giusta, consentendo di trasferire nel pubblico l’efficienza del privato per una gestione di servizi che non sono di mera attività economica, ma essenziali per i cittadini e a loro vantaggio (in allegato un comunicato di Ravenna Holding e una nota del presidente Pezzi).

Sono intervenuti i consiglieri Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), Massimiliano Alberghini (gruppo Alberghini), Giannantonio Mingozzi (Pri), Samantha Gardin (Lega nord), Alberto Ancarani (Forza Italia), Raffaella Sutter (Ravenna in Comune), Samantha Tardi (CambieRà), Maurizio Bucci (La Pigna), Fiorenza Campidelli (Pd), Michele Casadio (Pd), Daniele Perini (Ama Ravenna), Michela Guerra (CambieRà), Gianluca Rambelli (Sinistra per Ravenna), Silvia Quattrini (Pd).

Il gruppo Lista per Ravenna ha espresso voto contrario ritenendo che le partecipate siano un sistema che frena l’economia perchè, al di là dei numeri e delle cifre vantate, esercita in regime di monopolio, con commistioni tra controllori e controllati, a scapito degli utenti. Ha affermato che in linea di principio farebbe a meno di Ravenna Holding così come ritiene non ci siano benefici nella gestione di Romagna Acque dato che i cittadini ravennati non ricevono l’acqua che hanno contribuito a pagare. Il sistema sta in piedi perché supportato dal pubblico ma è ritenuto inadeguato.

Il gruppo Alberghini si è detto d’accordo con Lista per Ravenna sostenendo che viene gestito un patrimonio che è già dei cittadini e che Ravenna Holding è un moltiplicatore di poltrone e di costi.

In particolare per quanto riguarda Ravenna Farmacie non si ritiene soddisfacente la gestione delle rimanenze che vengono forfettariamente considerate. Romagna Acque, pur essendo una società dalla liquidità molto elevata, presenta tariffe eccessive e destinate ad aumentare. Secondo il gruppo Alberghini tutto il sistema delle partecipate andrebbe rivisto.

Il gruppo Pri si è invece soffermato sulla validità del sistema delle partecipate con Ravenna Holding che, riconducendole ad unità, le rende più forti dal punto di vista della capacità di contrattazione e relazione. Si tratta di un pacchetto azionario che garantisce i cittadini anche dal punto di vista della professionalità e della competenza di coloro che vi operano. E’ un ente di controllo, di fiducia e di garanzia. Le holding sono strumenti utili e necessari e si apprezza il ruolo imprenditoriale, in particolare riferito all’ipotesi di Ravenna holding di realizzare una sede per i servizi universitari.

Il gruppo Lega nord ha dichiarato il voto contrario su tutte e tre le delibere ritenendo che ci sia un chiaro controllo politico che viene esercitato su tali società, sostenendo che operano in regime di monopolio e che c’è un significativo aumento delle tariffe in riferimento soprattutto a Romagna Acque. E’ stato argomentato che si tratta di partecipate che non hanno equilibrio, chiuse ed asservite. L’unica cosa che interessa è produrre utili indipendentemente dal costo dei servizi per i cittadini.

Il gruppo Forza Italia ha dato un giudizio negativo non tanto sul concetto di Holding, cassaforte delle partecipate, che avrebbe potuto avere un senso in un’ottica di razionalizzazione, ma sul suo ruolo sovracomunale che pone il Comune di Ravenna, ma anche gli altri enti locali coinvolti, politicamente schiavi, allontanando, benché sostanzialmente e non formalmente, il cittadino elettore dalle decisioni che vengono prese dal proprio Comune. Ha, tra l’altro, posto in evidenza la questione del pubblico che fa concorrenza ai privati.

Ravenna in Comune ha ribadito la visione diametralmente opposta rispetto alla maggioranza circa il ruolo del pubblico, che dovrebbe gestire i servizi con maggiore attenzione verso i cittadini e le fasce più deboli della popolazione. La Holding  si comporta invece come un soggetto privato che opera in una logica di mercato e nessun passo viene fatto verso una diminuzione delle tariffe dell’acqua o una gestione integrata dei rifiuti mentre emerge con chiarezza che le farmacie fanno concorrenza ai privati.

Il gruppo CambieRà ha fatto riferimento alle cariche politiche divenute cariche manageriali con aziende che producono utili che potrebbero essere investiti in opere infrastrutturali importanti e che invece sembrano non avere uno scopo. Per quanto riguarda Romagna Acque è considerato clamoroso che aumenterà le tariffe pur avendo enorme disponibilità di cassa. E’ stato dichiarato il voto di astensione per i budget di Ravenna farmacie e Romagna acque e il voto contrario per quello di Ravenna holding.

Il gruppo La Pigna ha parlato della Holding come di un centro di potere e di clientela che fa businnes in modo molto facile. Si tratta di una società a partecipazione pubblica che gestisce cifre importanti e risorse che però non vengono utilizzate a vantaggio dei cittadini. Ha sostenuto che sarebbe auspicabile vendere le partecipazioni pubbliche e che in tal modo si ridarebbe slancio all’economia ravennate in affanno.

Ama Ravenna ha invece evidenziato gli aspetti di solidità della Holding e la validità della scelta politica strategica fatta negli ultimi anni. Anche grazie alla presenza della Holding, che registra utili e non perdite, la città è tra le poche in Italia a non avere un dissesto economico, a non avere l’acqua razionata neppure in estate, a beneficiare del metano nel 99% delle abitazioni, a registrare tariffe inferiori nei vari servizi tra cui quello delle pompe funebri, soprattutto se rapportate a quelle di altre città mentre le farmacie comunali concorrono a calmierare i prezzi dei farmaci.

Sinistra per Ravenna si è soffermato sulle differenze di visione della città tra maggioranza e opposizione che scaturiscono da quelle diverse in senso politico e ideologico e ha evidenziato che avrebbe preferito un confronto sui bilanci. Ha rappresentato che la auspicata alienazione del patrimonio delle partecipate fatta da una parte dell’opposizione metterebbe in crisi una grossa fetta della cittadinanza oltre ad essere concettualmente sbagliata. Ha rimarcato che la Holding e le partecipate sono aziende sane che razionalizzano i costi in modo operativo.

Il gruppo Pd ha ringraziato gli amministratori di Ravenna holding intervenuti in consiglio e ha ribadito con orgoglio le scelte strategiche intraprese e il ruolo fondamentale della Holding e delle partecipate nonché il sistema delle farmacie comunali con la loro funzione sociale, ma anche di redditività e guadagno che torna a beneficio dei cittadini in termini di servizio. E’ stata evidenziata la capacità di investimento della Holding espressa, ad esempio, tra gli altri, con la realizzazione del potabilizzatore della Standiana.

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