22 febbraio 2017 - Ravenna, Cronaca

Sex-extortion, anche nel Ravennate migliaia le vittime della trappola web

Cos’è, come difendersi, cosa fare se ci si è caduti

Può un “gioco eroticoon line trasformarsi in un vero e proprio incubo che mette a repentaglio la propria reputazione e il proprio conto in banca? Sì, se dietro le fattezze di una sexy internauta si nasconde una truffatrice senza scrupoli.

Il fenomeno, che ha raggiunto numeri esorbitanti anche a Ravenna, è stato illustrato a margine dell’incontro “Bullismo e Cyberbullismo – come riconoscerli, come combatterli”, che si è tenuto a Classe il 6 febbraio scorso.

È stata la Polizia Postale - con il dirigente Ivano Stasi, il sovrintendente capo Alessandro Danese e il vice sovrintendente Roberto Bernabini - a delineare i contorni di un fenomeno dilagante anche nella nostra provincia, che ha già mietuto migliaia di vittime.

“Da un po’ di tempo a questa parte il lunedì in Questura è la giornata delle denunce per sex extortion. In tanti ci portano il loro computer con la speranza di uscire da quello che è diventato un incubo”, ha spiegato Stasi.

 

La truffa

 

Il meccanismo è semplice, quanto pericoloso: “Tutto inizia da una richiesta di amicizia su Facebook da parte di una ragazza piuttosto avvenente il cui profilo social è ben congegnato per non destare sospetti- spiega il vice sovrintendente Bernabini -. La città di residenza da lei dichiarata è, infatti, la stessa della vittima, nome e cognome potrebbero essere effettivamente compatibili con quella provenienza e la sua lista di amicizie è eterogenea”. I dati sono ovviamente tutti falsi. Gli autori della truffa si trovano generalmente in paesi nordafricani.

Dopo aver agganciato il potenziale bersaglio e aver chattato per un po’, la ragazza chiede di  spostare la “conversazione” in videochat. Generalmente la rea va subito al sodo facendosi trovare in biancheria intima. Di lì inizia un’esibizione, che coinvolge anche la vittima, e le cui immagini saranno poi oggetto di ricatto: i video pornografici – sostengono i criminali - saranno resi pubblici e inviati a tutta la sua lista contatti di Facebook se il soggetto non inizia a pagare.

Le cifre inizialmente sono basse (poche centinaia di euro), ma se si inizia a corrispondere quanto richiesto si entra in una spirale da cui è difficile uscire. “C’è chi è arrivato a pagare migliaia di euro – spiega Bernabini – senza che ciò sia servito a far cessare l’estorsione”.

 

Come uscirne?

 

“Innanzitutto noi consigliamo di non pagare – Spiegano Danese e Bernabini -, anche perché se la vittima non cede alle pressioni dei criminali questi di solito dopo un giorno si stancano. C’è da dire che le minacce sulla pubblicazione dei video hanno avuto seguito in una minoranza di casi. In ogni caso è bene che gli utenti truffati si rivolgano subito a noi”.

 

 

 

Le truffe online più diffuse nel Ravennate

 

Oltre alle sex extortions sul territorio sono diffuse molte altre tipologie di truffa on line.

 

Man in the middle (uomo nel mezzo): in questo caso i criminali tramite un virus si insinuano nel sistema informatico di un’azienda e, carpendone dati e conversazioni telematiche, riescono a dirottare (creando una mail simile all’originale) su un proprio conto corrente i pagamenti dei clienti.

 

Premi, lotterie, eredità: i criminali fanno credere ad un ignaro utente di aver vinto un premio, di aver diritto ad un’eredità ecc. Peccato che per riscuotere la somma (che ovviamente non esiste), la vittima sia costretta a pagare. I truffatori fanno addirittura parlare la vittima al telefono con sedicenti avvocati e riescono a spedire falsa documentazione che proverebbe la “veridicità” dell’operazione.

 

Siti porno: navigando sui siti pornografici può scaricarsi un malware che blocca il pc e chiede un riscatto per ripristinare la situazione. A volte appare un banner sul quale si può leggere una falsa dichiarazione di false forze dell’ordine, secondo la quale si è stati intercettati e si deve pagare una “sanzione” per sanare la situazione. Anche in questo caso, spesso il pagamento non serve assolutamente a nulla, se non ad avere ulteriori richieste di pagamento.

 

Pacco da ritirare: Simile alla truffa dei siti porno è quella che induce a cliccare su link inviati via mail per scaricare documenti, ritirare pacchi, raccomandate, multe, avvisi ecc. Anche in questo caso il clic dell’utente scarica un virus che cripta tutti i file presenti nel pc. I criminali chiedono un riscatto per “liberare” i file. A livello mondiale la truffa ha un giro di milioni di euro.

 

Truffe lavoro: i criminali si fingono titolari di una società straniera che cerca collaboratori che facciano transitare denaro sui propri conti correnti italiani su pagamento di una percentuale. I soldi in realtà sono frutto di attività illecite, spesso di hacking.

 

 

Carmen Nardi

 

 

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