3 marzo 2017 - Ravenna, Cronaca

“La violenza contro le donne è un problema strutturale del Paese”

La dichiarazione della consigliera provinciale di Parità, Sonia Alvisi

"Le Consigliere di Parità  ritengono che la violenza contro le Donne è un problema strutturale del Paese e che le sue radici trovano fondamenta anche nelle discriminazioni di genere, in una molteplicità di ambiti, soprattutto in quello lavorativo di cui  siamo “Le garanti” e Pubblici Ufficiali.

Molte sono le disuguaglianze che verifichiamo nell’ambito del nostro mandato: disparità salariale, segregazione formativa, sfruttamento delle donne nel lavoro nero, forte presenza di stereotipi culturali, violenze e molestie sessuali nei  luoghi di lavoro e ricatti derivanti da situazioni di precarietà, licenziamenti ritorsivi e per maternità, tutto questo ci sollecita a non restare inermi di fronte a mobilitazioni generali della società civile.

Per questo motivo, proprio perché soggetti Istituzionali, noi Consigliere di Parità,  pur ribadendo il valore della differenza, diamo valore all’uguaglianza nella consapevolezza che l’empowerment delle donne è fattore di sviluppo per la società e per l’economia. 

In questi anni noi  Consigliere di Parità abbiamo ascoltato numerose Donne vittime di discriminazione  supportandoLe anche in azioni in giudizio, avviato azioni positive importanti nell’ambito della conciliazione vita/lavoro, dell’imprenditoria femminile, della ri-motivazione al lavoro dopo episodi di violenza.

Abbiamo affiancato le Aziende con più di 100 dipendenti nell’elaborazione dei rapporti biennali che è un obbligo previsto dalla legge, contribuendo  a far sì che il tema della conciliazione vita/lavoro cominciasse ad essere al centro della contrattazione decentrata, del welfare aziendale.

Certamente c’è ancora moltissimo da fare perché il Nostro Paese, nonostante tutte le energie messe in campo per migliorare, resta fanalino di coda  in tema di  occupazione femminile e di tasso di natalità.

Riteniamo, pertanto, che la Risoluzione Europea sulla “Creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all’equilibrio tra vita privata e vita professionale”, approvata il 13 settembre scorso, dovrà essere per tutti, ma soprattutto per il Governo, una linea da seguire per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle Donne e degli Uomini. 

Noi Consigliere di Parità prendiamo atto di alcune importanti innovazioni contenute nelle ultime leggi di stabilità del 2016 e del 2017 in riferimento a:

  • detassazione della produttività per misure di welfare aziendale e conciliazione vita/ lavoro;
  •  riconoscimento delle misure per le donne vittime di violenza;
  •  Introduzione di misure volte a favorire la conciliazione “family friendly” (voucher asili nido,  voucher baby sitter, bonus Mamma domani, ecc);
  • intensificare l'impegno in materia di work-life balance per incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro;
  • modernizzare il mercato del lavoro, in particolare: “concentrarsi sulle forme innovative di organizzazione nel luogo di lavoro e bilanciare le esigenze di donne e uomini di trovare un equilibrio tra vita privata e vita professionale, con gli obiettivi di produttività/redditività delle imprese”, tenendo sempre salde le tutele;
  •  promuovere e concorrere a sviluppare  una maggior condivisione dei compiti familiari e di cura che variano nel corso della vita, per es. aumentando il congedo di paternità obbligatorio;
  • investire in servizi idonei e norme specifiche (nidi e professionisti di qualità sono fondamentali) che portino vantaggi e ricadute positive anche sui bambini e sulla qualità del loro percorso di crescita, maturazione e sviluppo cognitivo;
  • rimuovere le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro, anche attraverso una maggiore valorizzazione e risorse per le Consigliere di Parità, al fine di rafforzarne il ruolo e l’indipendenza (Dir. 54/2006 e Risoluzione Europea artt. 15 e 18).

Per tutto quanto sopra premesso, la Conferenza Nazionale delle Consigliere di Parità aderisce ai contenuti dell’appello del movimento “Ni una menos” (Non una di meno) che, nato in Argentina, ha contaminato 22 paesi e tante associazioni e movimenti per dire no alla violenza maschile sulle donne anche in occasione dell’ 8 marzo prossimo."

                                                                                   

 

 

 

 

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