30 marzo 2017 - Ravenna, Sanità

Sanità a Ravenna, “Sempre meno posti letto e organici ridotti: necessario intervenire”

L’appello della Uil Ravenna

“La riorganizzazione della rete ospedaliera della Romagna ci consegnerà un sistema auspicabilmente più integrato degli Ospedali ma con una riduzione significativa di posti letto per acuti per avvicinarsi al 3,7x1000 abitanti del Decreto Balduzzi”. Lo spiega in una nota stampa la Uil Ravenna, che continua: “In alcuni contesti della Romagna, dove la popolazione di 1.200.000 abitanti è omogeneamente diffusa in un territorio di oltre 5000 km2, si osservano picchi di popolazione anziana tra i più alti della Regione che necessitano di una analisi e di una programmazione che sia coerente, per posti letto e livelli assistenziali, con i bisogni maggiormente diffusi dei cittadini.

 

Ad esempio, solo nel territorio del Comune di Ravenna insistono più’ di 21.000 persone ultrasettantacinquenni di cui 2.357 ultranovantenni (dati statistici Comune di Ravenna al 31.12.2016).

 

E’ facile immaginare, come in effetti accade, che i bisogni di cure e ricoveri ospedalieri aumentino con l’età ed ecco che questi “tagli” di posti letto rischiano di avere pericolose ricadute sulla qualità dell'assistenza dei pazienti.

 

Oggi nell’Ospedale di Ravenna assistiamo a una cronica insufficienza dei posti letto della Medicina che dai 54 "appoggi" (ovvero malati ricoverati a carico della Medicina ma degenti presso altri reparti) del picco influenzale del mese di gennaio, si assesta anche adesso con mediamente circa 10-20 malati ogni giorno ricoverati fuori reparto.

 

Questi pazienti “extra” gravano sempre su organici ridotti (e tra i più bassi della Regione), e inevitabilmente rischiano di deprimere e disorganizzare l'attività dei Reparti di “appoggio”: meno letti a disposizione per gli interventi chirurgici, per esempio”.

 

La Uil ritiene che “se non si interverrà in maniera strutturale e sistematica sul problema, valutando le effettive necessità che ha la popolazione di Ravenna, integrando anche al meglio le risorse del Privato accreditato, questa situazione di straordinarietà diventerà la norma, e la ricerca del posto letto sarà sempre più difficoltosa.

 

Occorre agire, in sinergia con le Direzioni Sanitarie, potenziando tutti i passaggi della gestione del paziente acuto, dal Pronto Soccorso che accetta e ricovera quando necessario, alle Medicine/Reparti Specialistici che dovranno gestire insieme a tutti i Servizi il ricovero e avere poi le strutture a minor intensità di cure dove assistere il paziente nella sua post-acuzie fino al completo recupero (lungo-degenze e post-acuti).

 

Vanno ripristinati e stabilizzati immediatamente gli organici, e non ricorrendo a misure tampone provvisorie come ad esempio le guardie "a gettone" per medici neo-laureati o il continuo ricorso “distorto” all’assunzione a tempo determinato di infermieri per gestire un'emergenza che ormai sta diventando sempre di più la norma e che rischia di avere pesanti ricadute sulla assistenza dei cittadini”.

 

 

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