4 aprile 2019 - Ravenna, Cronaca

Erica Liverani, “la mia ricetta contro il bullismo”

La vincitrice di Master Chef 2016 racconta la sua esperienza sui social network e gli "haters"

Due anni fa: l'intervista ad Erica Liverani

Per un giorno ha posato i panni da chef per vestire quelli di madrina di un cortometraggio realizzato dagli studenti ravennati contro il bullismo, ma anche per raccontare in prima persona la sua esperienza, che l’ha vista vittima di pesanti critiche e insulti sui social network.

Una vicenda che Erica Liverani, 33enne ravennate vincitrice dell’edizione 2016 del celebre talent show culinario Master Chef Italia, ha ripercorso in occasione della Tavola rotondaDiventa il regista del cambiamento” che ha avuto luogo due anni fa a Palazzo dei Congressi e dedicata al tema del bullismo e del cyber bullismo.

Per l'occasione le abbiamo posto alcune domande per comprendere quale sia stata la sua esperienza col cyberbullismo, cosa ne pensa e quali soluzioni ritiene possibili. 

  • Erica questa volta non ti vedremo ai fornelli ma in una nuova veste. Cosa ti ha spinto a partecipare a questa iniziativa?

“Quando mi hanno chiesto di partecipare a questo evento non ho esitato un attimo ad accettare perché ho ancora il dente ‘avvelenato’ – racconta Erica -. Mi sembra giusto dedicare tempo a questo tema così importante e che sento ancora molto vivo”.

  • Un tema che tu hai vissuto direttamente sulla tua pelle quando, all’epoca del programma, diventasti il bersaglio di commenti sgradevoli sulle tue pagine social. Cosa ricordi di quella esperienza?

“Ai tempi dei provini per Sky ricordo che i commenti erano tutti positivi, la gente mi incoraggiava, si complimentava con me, poi quando le cose hanno iniziato ad andare avanti e cominciò a prendere forma l’ipotesi della mia vittoria le persone cambiarono atteggiamento e iniziarono gli insulti. Sai, invidiare una mamma single con una bambina non è ragionevole, una che vince Master Chef sì”.

  • Cosa ti scrivevano?

“Di tutto, la rabbia si presenta in mille sfaccettature, da ‘fai schifo’ a ‘ti sei venduta’, da ‘sei una prostituta’ a ‘tua figlia si deve vergognare di te’, fino alle minacce. Tra i miei profili Facebook e Instagram arrivavo a ricevere 1000 offese al giorno”.

  • Qual è stata la tua reazione?

“All’inizio sono stata malissimo, rispondevo a ognuno di loro cercando di capire il perché di tanta cattiveria, facevo domande (‘ma perché ce l’hai tanto con me e non pensi a costruire qualcosa di bello nella tua vita?’), non riuscivo a capacitarmi di tutto quest’odio. Pensavo di riuscire a parlare con tutti ma poi ho capito che sono persone con cui è impossibile dialogare. Allora ho iniziato a difendermi, dicevo loro che li avrei segnalati o denunciati, e subito diventavano degli 'agnellini”.

  • I cosiddetti “leoni da tastiera”..

"Esattamente, sono tutti uguali, in branco si fanno forza e trovano il coraggio per dire di tutto, si sostengono a vicenda, fanno a gara a chi la dice più grossa. Poi quando li affronti singolarmente cambiano atteggiamento. Il problema però è che se smetti di insultarmi perché dico che ti denuncio vuol dire che lo fai solo perché hai paura e non perché hai capito dove hai sbagliato".

  • Il tema del cyberbullismo è stato affrontato più volte anche dall’opinionista Selvaggia Lucarelli che si è battuta per la chiusura di alcuni gruppi sui social network.

"Seguo il suo profilo da sempre e anche lei mi ha scritto un po' di tempo fa. Dopo la partenza della nuova edizione di Master Chef, i commentatori distruttivi erano tornati alla carica. A quel punto avevo risposto con un post sulla mia pagina Facebook scrivendo ‘Ma io a questa gente cos’ho fatto?’, Selvaggia mi ha postato un messaggio di supporto".

  • Che effetto ha avuto su di te questa esperienza?

"Mi hanno demolita, mesi di insulti ti mandano in crisi e ti convinci di essere una brutta persona. Ero arrivata al punto di non uscire più di casa, allora ho deciso di rivolgermi a una psicologa perché stavo soffrendo moltissimo".

  • Li hai denunciati?

"All’inizio ci avevo pensato poi non l’ho fatto, ma ho sbagliato. Ero sempre in giro per l’Italia tra showcooking e presentazioni e non volevo dedicare altro tempo a chi aveva reso la mia vita un inferno per due mesi senza nessun motivo valido. Ma ripeto, ho sbagliato a non farlo".

  • Perchè si diventa bulli?

"Sono convinta che tutto nasca dalla famiglia, se in casa si respira invidia e odio penso che i figli possano crescere in quel modo. I piccoli imparano dal nostro esempio, se siamo i primi a offendere anche loro potrebbero diventare adulti che offendono".

  • Qual è la tua ‘ricetta' per il cambiamento’?

"Sono mamma di una bimba di tre anni e mi rivolgo ai genitori: quando nasce un figlio d’istinto pensiamo a proteggerlo perché potrebbe essere vittima del bullismo ma è importantissimo anche il contrario: dobbiamo educarlo al rispetto per far sì che non diventi proprio come quei bulli che cerchiamo di combattere ogni giorno".

Valentina Viola

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