20 aprile 2017 - Ravenna, Politica

Alberghini, “Troppe incertezze per il futuro del Mar”

L’intervento del consigliere anche sull’approvazione del nuovo Statuto di Ravenna Entrate S.p.A

“Nel Consiglio Comunale dello scorso 19 Aprile si sono affrontate, tra l’altro, le tematiche relative al MAR e all’approvazione del nuovo statuto di Ravenna Entrate S.p.A. e del relativo affidamento del servizio in house per la riscossione tributi. Grande tristezza per il MAR che appare in totale crisi di identità con troppe incertezze per il futuro e la mancata programmazione per il dopo Spadoni”. Esordisce così in una nota stampa il consigliere Massimiliano Alberghini, che continua:  “In un periodo di importanti flussi turistici per le città d’arte come il periodo pasquale e le festività del 25 Aprile e del 1° Maggio, lascia senza parole constatare che il nostro MAR rimane più chiuso che aperto e senza la programmazione di eventi importanti.
In un periodo nel quale il turismo culturale assume sempre più importanza  dobbiamo constatare che la nostra città, nonostante i suoi immensi tesori, continua a non raccogliere  quanto meriterebbe e questo  è fonte di grande preoccupazione. Se le altre città corrono a velocità doppia rispetto alla nostra forse sarebbe giunto il momento di fare una profonda analisi di autocritica.
Non basta avere attrattive importanti e non è sufficiente neppure avere buone idee (ammesso che ci siano) senza la capacità di promuoverle.
Manca totalmente un adeguato piano di  Marketing e strategia di impresa che evidentemente non fanno parte del DNA della nostra amministrazione ma senza i quali continueremo a perdere inesorabilmente terreno.

 

Preoccupazione anche per l’atteggiamento della maggioranza in relazione all’approvazione del nuovo statuto di Ravenna Entrate SPA per la gestione della riscossione dei tributi.
Era per legge un atto dovuto e improrogabile ma quello che lascia perplessi è ancora una volta l’approccio dei consiglieri PD.  
Il testo unico sulle società partecipate ha fissato il principio secondo il quale l’organo amministrativo delle società a controllo pubblico è costituito, di norma da un amministratore unico, e questo per ovvie ragioni di economicità.
Per particolari ragioni di adeguatezza organizzativa si può derogare a tale principio.
Ravenna Entrate non presenta una struttura tale da richiedere una deroga alla norma, anzi si potrebbe disquisire sulla opportunità di affidare la gestione della riscossione ad una società autonoma.  Ciò nonostante lo statuto prevede la possibilità sia di un amministratore unico sia di un Consiglio di Amministrazione. E’ vero che l’Assessore ha pubblicamente dichiarato che la scelta cadrà, per il momento, su un Amministratore Unico ma la maggioranza ha respinto un emendamento presentato in Consiglio nel quale si proponeva di prevedere nello statuto come tipo di governance solo un Amministratore Unico. Lo Statuto, peraltro , si sarebbe snellito eliminando diverse pagine legate al funzionamento del  Consiglio di Amministrazione se e quando si fosse optato per questa scelta.
La domanda che nasce spontanea è ovvia: perché la maggioranza non ha voluto privarsi di questa possibilità per il futuro? Anche la risposta nasce spontanea e non può che essere una: più Consiglieri uguale più poltrone da riempire. Alla maggioranza non piacerà questa conclusione ma non ne vedo altre”.

 

 

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