27 aprile 2017 - Ravenna, Cronaca

Bullismo e cyberbullismo, “Il silenzio rende complici”

L’intervista alla dottoressa Giannotti di “Cuore e Territorio”

A meno di ventiquattro ore dalla tavola rotonda “Diventa il regista del cambiamento”, l’incontro su bullismo e cyberbullismo aperto a tutti, che vedrà la partecipazione degli studenti delle scuole medie di Ravenna -  dalle 8 alle 13 di domani, al Palazzo dei Congressi di largo Firenze -,  abbiamo intervistato la dottoressa Federica Giannotti, cardiologa nonché consigliere di Cuore e Territorio, associazione ideatrice dell’evento.

 

 

Dottoressa, cosa vuol dire per Cuore e Territorio promuovere un incontro come “Diventa il regista del cambiamento”?

"Promuovere questo tipo di eventi, seppur non direttamente connessi con la cardiologia, è per Cuore e Territorio importante: vogliamo operare in ogni ambito sociale in cui si possa esser d'aiuto, in particolar modo ai giovani. In questo caso io non apporterò un contributo diretto come relatrice ma sarà una preziosa occasione anche per me per imparare da grandi professionisti".

 

In passato, lei ha avuto un’esperienza con il bullismo che l’ha portata a riflettere molto. Può raccontarcela?

"Nel fenomeno del bullismo i protagonisti non sono solo il bullo e la sua vittima ma anche chi li circonda. Ecco, la mia esperienza riguarda proprio questa terza figura.
Durante i primi anni delle superiori, nell'autobus che ci portava a casa, avvenivano le cosiddette 'matricole'. Ricordo come fosse ora, con la stessa angoscia e il peso sul cuore, che i ragazzi più grandi presero di mira un ragazzino di prima, timido e dimesso. Lo sottoponevano a prove fisiche stupide e assurde nel viaggio in autobus, niente di estremamente grave ma di sicuro molto umiliante. Io assistevo impietrita e combattuta: ero addolorata come se fossi stata al suo posto. Avrei voluto intervenire ma non avevo il coraggio, un po' per paura e un po' per timidezza. Sono passati anni, eppure ancora provo disagio e rimorso. Infatti, se posso comprendere la paura del gruppo che mi frenava, non capisco perché mi son fatta coinvolgere in quell'omertà che spesso caratterizza questi episodi. Avrei potuto raccontare ai miei l'accaduto che avrebbero potuto contattare i genitori del ragazzo. Invece io, come tutti gli altri sono rimasta in silenzio a rimuginare sull'accaduto e sulla frustrazione di non aver fatto nulla. Sono così diventata in qualche modo complice, seppur con una sofferenza che mi porto ancora dietro".
 

Quale messaggio si sente di dare a chi assiste a fenomeni di bullismo?

"Il mio messaggio è questo: parlate, confidatevi, non abbiate paura. Chiedete consiglio e aiuto agli adulti di cui vi fidate, ma non tacete perché vi rimarrà il rimorso e sarete vostro malgrado complici".

Durante la tavola rotonda sarà proiettato il corto “Tu ci stai a cuore” al quale ha preso parte anche lei. Di cosa tratta?

"Il corto parla del rischio di morte associato al consumo di droghe. Il filmato, girato dal regista Gerardo Lamattina e creato da Cuore e Territorio e Publimedia, vuol veicolare il messaggio che anche un singolo consumo di stupefacente può portare a rischiare la vita. Inoltre è evidente l'importanza del massaggio cardiaco, una manovra salvavita che può essere praticata da chiunque".  

 

 

Carmen Nardi

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.