3 giugno 2017 - Ravenna, Politica

Ravenna Farmacie: "Bilancio trasparente". Ancisi ribatte: "Serve l’inventario fisico generale"

Pirazzini replica al consigliere comunale

E' Paolo Pirazzini, presidente di Ravenna Farmacie, a rispondere alle polemiche sollevate dal consigliere comunale di LpRa Alvaro Ancisi  in occasione del voto sul bilancio 2016 della società. "E’ sorprendente - scrive Pirazzini - come alcune parti politiche, invece di rallegrarsi dei buoni risultati di una azienda che appartiene alla Comunità, o al limite anche di criticarli nel merito, si accaniscano a insinuare dubbi sulla correttezza e veridicità del bilancio, basandosi su elementi non corretti e ricostruzioni fantasiose e strumentali. Il bilancio di Ravenna Farmacie viene redatto da qualificati professionisti nel pieno rispetto dei principi contabili, ed è verificato da un revisore legale, che effettua tutte le verifiche di legge per attestarne la “correttezza e veridicità”. Il bilancio approvato dai Soci viene corredato dalla relazione sia del collegio dei sindaci sia del revisore legale, e non può che ritenersi trasparente e affidabile. Non si può continuare a insistere per anni a evocare irregolarità, dopo esposti e accuse di ogni sorta, che hanno portato anche a verifiche effettuate da diverse Autorità. Le dichiarazioni ancora una volta diffuse contengono affermazioni volutamente o colpevolmente imprecise fra cui, a mero titolo di esempio, che Ravenna Farmacie possiede il magazzino più grande della Romagna (in verità in Romagna ce ne è uno grande circa il doppio), o che i “guai” sono cominciati con il 2012 primo anno della nuova direzione generale (la direttrice è entrata a dicembre 2010)".

"Il maggior accanimento, con argomenti a volte dilettanteschi, riguarda il magazzino, e la presunta assenza da anni dell’inventario (che viceversa viene sempre fatto con modalità verificate dal revisore e aggiornate tecnologicamente). Peraltro come più volte scritto e ben noto, il valore del magazzino NON influenza il risultato economico del bilancio, in quanto la parte attiva delle giacenze di magazzino è totalmente compensata dal costo di acquisto per le merci. Nel 2016 ad ogni buon conto, per quanto riguarda il magazzino, è stato inventariato il 100% dei prodotti, mediante due diverse e complementari tipologie di verifica:

Inventario quotidiano a rotazione con terminali - Attraverso questa procedura che prevede l’inventario, da parte di un operatore, di un centinaio di referenze al giorno, nel 2016 sono stati verificati più di 19.000 articoli;
Inventario massivo con liste cartacee - Attraverso questa procedura che prevede l’inventario massivo, effettuato da tutti gli operatori del magazzino contemporaneamente, tramite liste cartacee di tutti i prodotti presenti in determinati settori a prescindere dalla giacenza presente.

Oltre a quanto sopra gli addetti del magazzino quotidianamente segnalano ai responsabili eventuali fisiologiche differenze tra giacenze fisiche e giacenze a sistema qualora ne riscontrassero nello stoccare la merce o nell’allestirla, contribuendo a tenere costantemente allineati i valori di magazzino. Il contenuto denigratorio di talune affermazioni è basato su argomenti inaccettabili, pur avendo fornito l’azienda puntuali informazioni, e si sottolinea tra le altre come sia assolutamente assurda e diffamatoria la dichiarazione che evoca l’eventuale carico fittizio di prodotti sottratti indebitamente. Consapevoli che l’attività aziendale, in particolare in una società a controllo pubblico, sia sottoposta a valutazioni e critiche che accettiamo serenamente, ma altrettanto convinti di operare con serietà e correttezza, riteniamo inaccettabile denigrare la giusta immagine dell’azienda, dei dipendenti, e del consiglio di amministrazione".

Ma il conigliere Ancisi ribatte nuovamente con una nota mandate alla stampa: "Le rettifiche fattemi sono marginali: che il 2012 sia stato il secondo anno e non il primo della nuova direttrice non cambia nulla, anzi; che il magazzino sia ora il secondo e non il primo della Romagna (se non come magazzino pubblico) ci si può credere, ma cosa cambia? Sta di fatto che il presidente, come si può rileggere nella mia nota del 18 maggio, non ha contraddetto nulla delle circostanziate critiche che ho articolato in tre capitoli, se non girandovi al largo con due argomentazioni, alle quali reagisco come segue. “La presunta assenza da anni dell’inventario” sarebbe contraddetta dall’effettuazione di un “inventario quotidiano a rotazione” ed uno “massivo con liste cartacee”. Niente a che vedere con l’inventario fisico generale di fine anno che noi invochiamo, ma che l’azienda si rifiuta di effettuare dal 2012, con l’evidente intenzione di non farlo più. Al riguardo, e circa le accuse di dilettantismo lanciatemi da un presidente che al massimo sa qualcosa di politico, mi appello al “rispetto dei princìpi contabili” da lui vantato. I princìpi contabili del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, a cui il revisore dell’azienda dichiara di riferirsi, affermano infatti che “l’affidabilità delle rilevazioni permanenti di magazzino va comprovata dall’impresa, come regola generale, sulla base di conta fisica completa da effettuarsi almeno una volta all’anno in concomitanza con la chiusura dell’esercizio ovvero a data diversa anche a rotazione”. Se però si svicola dalla strada maestra illuminata per la strada del bosco, vale il seguente altro principio contabile: “L’inventario a data diversa dalla chiusura dell’esercizio, anche su base rotativa, presuppone l’esistenza di un sistema di controllo ben strutturato e documentato”. A questo sistema non siamo mai stati posti in grado di accedere, nonostante le vuote dichiarazioni di trasparenza e qualche presa in giro. Quando non fosse (o non sia stato) così virtuoso, sarebbe troppo facile far quadrare i conti anche più difficili, anche senza ricorrere ad eventuali migliaia di correzioni manuali dei movimenti di magazzino".

"A proposito proprio di correzioni manuali, dovute a segnalazioni quotidiane del personale di “eventuali fisiologiche differenze tra giacenze fisiche e giacenze a sistema”, è stato forse fisiologico che sugli esercizi 2012 e 2013, come ho scritto il 18 maggio e il presidente non ha smentito, “Lista per Ravenna ne contestò alla direzione aziendale, senza ricevere risposta, 22.067, per un valore di 2,14 milioni di euro, che l’anno successivo si ridusse drasticamente - pur senza rientrare nella normalità - a 398 mila”? Ed è vero o no, oggettivamente, che “allocazioni sbagliate dei prodotti o errori nelle consegne interne si possono pure verificare, ma il sistema ‘a mano’ mantiene tra le rimanenze i prodotti sottratti indebitamente all’azienda e le simulazioni di carico, che in via di principio non si devono escludere” e che il personale non è certo in grado di far correggere? C’è un solo modo per sanare il contenzioso e dissipare ogni riserva di veridicità. La “conta fisica completa” di fine anno che i princìpi contabile raccomandano. Si era sempre fatta e non la fanno da cinque anni. Usque tandem?  

Tag: farmacie

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.