11 luglio 2017 - Ravenna, Ravenna Festival

Chaplin musicato dalla Cherubini: “The Gold Rush” all'Alighieri

Stasera alle 21

A volte non servono parole per parlare al cuore. Doveva saperlo bene Charlie Chaplin, che con i propri film muti ha incantato intere generazioni di cinefili mescolando le immagini a emozioni più attuali che mai: la diffidenza nei confronti della società e la ricerca di un romanticismo perduto. "Questo anche grazie alla sua musica che prende per mano lo spettatore” spiega il compositore statunitense Timothy Brock, restauratore del corpus musicale di Chaplin: martedì 11 luglio (Teatro Alighieri, ore 21) salirà sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini per il terzo appuntamento Musica e Cinema di Ravenna Festival 2017, protagonista “The Gold Rush” ("La febbre dell’oro"), il capolavoro del 1925 per il quale lo stesso Chaplin desiderava essere ricordato  più che per qualunque altra sua creazione. La proiezione è organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e realizzata con il contributo di Publimedia Italia.

Charlie Chaplin, genio indiscusso del cinema mondiale, aveva anche un grandissimo talento musicale, che gli valse anche un Oscar per la colonna sonora di “Luci della ribalta”. Andava però a orecchio, suonando al piano e accompagnandosi con un dolce “hum” per creare la melodia: «Uno degli aspetti positivi del sonoro – raccontava Chaplin - è che mi diede il controllo sulla musica, fu allora che decisi di comporla io stesso. … non volevo alcuna competizione tra musica e immagini, la melodia doveva fare da contrappunto all’azione, essere seria e raffinata, esprimere del sentimento, senza il quale, come afferma Hazlitt, un’opera d'arte è sempre incompleta. Non c'è niente di tanto avventuroso ed emozionante che ascoltare per la prima volta un brano che hai composto suonato da un’orchestra di cinquanta elementi». Questo equilibrio è fondamentale anche ne “La febbre dell’oro” dove, ancora una volta, Chaplin mette in scena la tragedia della lotta per la sopravvivenza richiamando la propria stessa infanzia - celebre l’immagine di Charlot davanti alla scarpa cucinata - ma riuscendo in ogni modo a far sorridere. Non a caso proprio “The Gold Rush” ottenne l’Oscar come miglior film nella riedizione del 1942, che comprendeva la traccia orchestrale e il commento sonoro al posto dei “titoli”, con la voce dello stesso Chaplin.

Mettere mano, quindi, a opere di questa portata è impresa da far tremare le vene ai polsi. Timothy Brock, però, vi si è avvicinato con una passione moltiplicata dalla sua maestria artistica. «Da bambino – racconta - i film di Chaplin erano un elemento costante della mia vita. I miei genitori li consumavano avidamente, così sono entrati a far parte della quotidianità. Chaplin per me era una specie di fratello maggiore, le sue avventure erano lo sfondo della mia crescita. Ma forse, ancora più delle storie che scorrevano sullo schermo, mi impressionava la musica, con quella forma narrativa che aveva la capacità, più delle immagini, di trascinarmi dentro la storia, facendomi sentire partecipe dell’azione. Per me, allora, Chaplin era innanzitutto un compositore, e poi un regista».
Una “educazione sentimentale” che ha segnato la predilezione di Brock per il muto con accompagnamento musicale dal vivo, fino ai primi contatti con la Fondazione Chaplin per ricostruire la colonna sonora per “Tempi moderni”, in vista di una performance dal vivo. «Da quella prima volta mi sono dedicato al lavoro sulla musica di molti film del grande regista, sino a “The Gold Rush”, instaurando una collaborazione che è diventata “centrale” per la mia attività, perché è stato come tornare, da adulto, da musicista, a quella passione coltivata nell’infanzia. In questo lavoro c’è il mio passato di bambino spettatore e ascoltatore di Chaplin e, forse, anche un po’ dello sguardo pieno di entusiasmo che solo i bambini hanno. E di una cosa, alla fine, sono orgoglioso: sono convinto di non aver aggiunto alla colonna sonora niente che non avrebbe avuto l’approvazione di Charlie Chaplin». Il compositore si è poi trovato perfettamente a proprio agio con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. «Sono fantastici! Lavorare con dei musicisti giovani mi riporta a quegli anni quando, bambino, mi facevo rapire dalla magia del “muto” sognando un giorno di poter regalare a un pubblico nuovo quell’emozione così intensa… esaltata dal lavoro di ricostruzione della colonna sonora».

La trama. “The Gold Rush” (La febbre dell’oro, 1925), che ancora oggi emoziona e diverte per alcune scene memorabili, come quella della “Danza dei Panini”, entrata nella storia del cinema (alla prima a Berlino, il pubblico chiese il bis e l’operatore fu costretto a riavvolgere velocemente la pellicola per proiettarla nuovamente), segna il ritorno di Charlot, personaggio culto di Charlie Chaplin, che l’attore e regista aveva abbandonato nel film precedente, “La donna di Parigi”. Il film racconta la storia di un piccolo cercatore d’oro solitario, che affronta i rischi e i pericoli del selvaggio Klondike per inseguire la ricchezza. Incontra prima il temibile Black Larsen per poi imbattersi nel robusto Giacomone che incontra accidentalmente cercando rifugio in una baracca di legno. I due dovranno riuscire a sopravvivere insieme alla fame e al freddo. Quando l’omino si recherà nel villaggio vicino troverà anche  l’amore. Un film a tratti surreale, nel quale però riemergono, con ironia, i momenti dell’infanzia del regista, caratterizzati proprio dalla fame e dalla povertà: la stessa condizione dei due cercatori d’oro. Il film verrà riproposto nel 1942, con le musiche scritte proprio da Charlie Chaplin.

Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietto: da 12 euro (ridotto 10) a 28 euro (ridotto 25)
I giovani al Festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari 50% tariffe ridotte.

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