20 agosto 2017 - Ravenna, Cronaca, Politica

Esp, "mancano le opere per il territorio"

Interrogazione al sindaco di Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna)

In un'interrogazione al sindaco, Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in Consiglio comunale, è intervenuto in merito all'Esp. "Il cosiddetto 'raddoppio' dell’ESP, in realtà un raddoppio e mezzo (da 13 mila a 31 mila metri quadrati di superficie di vendita), si riassume nell’aggiunta di 43 nuovi negozi e 8 punti di ristorazione a quelli del vecchio Centro commerciale. Quando Lista per Ravenna, pur  apprezzando l'aumento dell'occupazione e dell'offerta commerciale che avrebbe indotto, sollevò battaglia contro la manovra urbanistica che gli avrebbe dato il via, invitò a non trascurare “quanti posti di lavoro e quale varietà e qualità di opzioni commerciali si verranno a perdere negli altri esercizi - piccoli, medi e grandi - costretti a chiudere o a sopravvivere faticosamente perché schiacciati, tanto più in tempi di crisi perdurante, da una concorrenza insostenibile”.

Ancisi rileva che, "allo stato attuale, le nuove folle di potenziali clienti attratte dal grande ESP devono sbattersi sulla Classicana, con la sua nuova inaudita rotonda, oppure sulla mulattiera dell’argine sinistro del Montone. Si è avuta una vasta cementificazione di terreni agricoli che componevano un pregevole paesaggio rurale, su un territorio fragile, posto a lato del fiume Montone e a breve distanza dal Ronco, di cui non dovrebbero essere sottovalutati i problemi di permeabilità e di sicurezza idraulica. E resta che Borgo Montone, paese cresciuto ai piedi dell’ESP, ma anche San Marco e dintorni, subiranno l’impatto di nuove ondate di traffico senza che siano stati effettuati i lavori compensativi previsti nel Piano Urbanistico Attuativo (PUA) di questo comparto.

Contesto come segue il comportamento dell’amministrazione comunale su questi mancati lavori.

  1. Collegamento stradale diretto tra San Marco e il nuovo ingresso all’ESP - è l’opera più importante essendo la parte mancante di una specie di “semi-circonvallazione” del centro commerciale e di Borgo Montone, finora realizzata solo dalla parte della Classicana. Sgraverebbe il traffico tra San Marco e Borgo Montone sulla via Fiume Abbandonato, da sempre molto problematico in entrambe le direzioni. Contesto all’amministrazione comunale di non averla inserita nella convenzione del primo stralcio attuativo del comparto. Di conseguenza, essendo scaduto il Piano Operativo Comunale 2010-2015, da cui è derivato il PUA in questione, non si sa più se il collegamento sarà fatto, con quali tempi e a quale prezzo urbanistico per la comunità ravennate.
  2. Collegamento ciclo-pedonale tra l’ESP e Borgo Montone sulla via Fiume Abbandonato (vicino alla scuola) - Il pretesto per la mancata realizzazione dell’opera è il ricorso al TAR della proprietà dell’area interessata. Sta di fatto che la proprietà dell’ESP non ha ancora predisposto il progetto, necessario per attivare la procedura di esproprio. L’amministrazione comunale, colpevole di non aver inserito la pista ciclo-pedonale tra le opere da compiere prima dell’apertura del nuovo ESP, si è finora limitata a qualche sollecito.
  3. Allargamento della rotonda dell’ESP con una corsia preferenziale verso Borgo Montone - Il Comune  ha ritenuto non più necessaria quest’opera, senza che, successivamente all’approvazione del PUA e alla sottoscrizione della relativa convenzione, sia intervenuta, a sua giustificazione, alcuna modifica dello stato preesistente. In cambio, coi fondi ad essa destinati, la proprietà dell’ESP eseguirebbe opere di protezione acustica e barriere stradali di sicurezza delle aree e della viabilità di raccordo tra la rotonda ESP stessa e la Classicana, nonché una ripavimentazione della via Einstein su cui passano i veicoli per il carico e scarico merci: opere sicuramente indispensabili, ma che il Comune avrebbe dovuto inserire tra le condizioni imposte per l’ampliamento dell’ESP. Contesto la legittimità di questa specie di suk urbanistico, convinto che le disposizioni dettate dagli strumenti urbanistici vigenti non possano essere cancellate con un permesso di costruzione.

Resta comunque sbagliato che il Comune abbia reso possibile l’apertura del grande ESP senza che le opere a difesa del territorio colpito da questa controversa e stravolgente scelta urbanistica fossero preventivamente realizzate. Sulle azioni eventualmente volte a recuperare sollecitamente queste opere interrogo il sindaco".

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