14 ottobre 2017 - Ravenna, Cronaca

Ravenna, l’Associazione nazionale Finanzieri d’Italia ha celebrato il 90° anniversario

Le celebrazioni hanno preso avvio presso il cimitero monumentale

Nella mattinata di sabato 14 ottobre la Sezione di Ravenna dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia ha celebrato il 90° anniversario della sua fondazione. All’evento hanno preso parte il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Andrea Fiducia, il Vicepresidente Nazionale A.N.F.I. per l’Italia Settentrionale, Generale Mauro Santonastaso, nonché molte Fiamme Gialle in servizio ed in congedo e loro familiari, tra cui anche il pluridecorato ex atleta olimpico del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle Carlo Simionato.

 

Le celebrazioni hanno preso avvio presso il cimitero monumentale di Ravenna, dove sono stati commemorati tre Finanzieri deceduti nel 1917, ai quali è dedicato un cippo granitico eretto dall’allora Circolo della Guardia di Finanza di Ravenna, recentemente restaurato dalla Sezione A.N.F.I. cittadina.

 

La ricorrenza è proseguita presso la sala dell’ex cinema “Corso”, dove il presidente della Sezione, Luogotenente Gabriele Romanelli, ha consegnato una targa ricordo ai figli del Maresciallo Maggiore Giovanni Carta, classe 1883, primo socio dell’Associazione dei Finanzieri in congedo, fondata nel 1927. Premiato con una medaglia “al merito” per i 30 anni di appartenenza alla Sezione il socio più anziano, il Tenente Angelino Aresu oggi ultranovantenne, accompagnato dai figli. Quindi il Dott. Enrico Baldini ha tenuto una breve relazione nella quale ha ricostruito gli eventi storici collegati ai tragici fatti in seguito ai quali nel 1917 trovarono la morte i tre Finanzieri ai quali è intitolato il cippo granitico.

 

La stele ricorda l’Appuntato Pietro Arena, il Finanziere Giuseppe Santandrea ed il Brigadiere Achille Melucci, a quel tempo in servizio presso la Brigata della Guardia di Finanza di Porto Corsini. Arena e Santandrea perirono per annegamento il 5 novembre 1917 nel Canale Baiona mentre, navigando a bordo di una piccola imbarcazione, si stavano dirigendo verso la pineta di Classe per raccogliere della legna destinata a riscaldare la loro caserma. A tale tragico evento il “Resto del Carlino” del 7 novembre 1917 dedicò un articolo, nel quale si racconta che «uno dei militari coinvolti nell’incidente, il finanziere siciliano Pietro Arena, era un buon nuotatore e, nonostante la mantellina gli ostacolasse i movimenti, cercò di salvare un paio di compagni. Come spesso accade in questi casi, potrebbero essere stati i commilitoni che tentava di trarre in salvo, terrorizzati, a trascinarlo a fondo». Il Melucci, invece, morì il 28 novembre 1917, investito dallo scoppio di una granata nel corso di un cannoneggiamento delle forze militari austriache.

 

"La giornata - spiega la Finanza - è stata l’occasione per rinsaldare il legame che unisce le Fiamme Gialle in congedo ed i Finanzieri in servizio attivo e di mantenere vivi il senso di appartenenza all’Istituzione e gli alti valori etici che, oggi come allora, guidano l’azione della Guardia di Finanza per la tutela della legalità, al servizio dei cittadini e delle imprese oneste".

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