24 ottobre 2017 - Ravenna, Cronaca

Ravenna, su Rai3 "un mosaico di culture, popoli, tragedie e rinascite, arti"

"Fuori Roma", Concita de Gregorio ha raccontato la città attraverso le voci di molti personaggi

Uno sguardo sicuramente "diverso" quello di Concita de Gregorio sulla città di Ravenna, nel programma Fuori Roma andato in onda ieri sera su Rai3. Una panoramica sulla città che ha toccato in tre quarti d'ora innumerevoli argomenti, dal porto alla moschea, dal turismo al teatro, passando per il suicidio di Gardini. Ma tutto filtrato attraverso la voce e la sensibilità dei personaggi della città. 

 

A raccontarsi davanti alle telecamere, tra gli altri, il sindaco De Pascale e sua moglie; il candidato di centrodestra alle ultime amministrative Massimiliano Alberghini; Cristina Mazzavillani Muti che ha parlato del Ravenna Festival ma anche elargito aneddoti sulla sua famiglia; l’ex sindaco Vidmer Mercatali che ha raccontato il "cattocomunismo ravennate", l’amico di Raul Gardini Vanni Ballestrazzi, il foniatra dei vip Franco Fussi, Chris Angiolini del Bronson, la band Cacao. Tutto nei luoghi più disparati: dal bar Moog al Teatro Rasi, dall'HanaBi alla biblioteca Classense, dalla Rocca Brancaleone al palco dell'Alighieri. 

Qui il link al video integrale:
http://www.raiplay.it/video/2017/10/FuoriRoma-f0498a80-93e3-4db4-a9b4-e006c926a9c7.html

 

"E’ così difficile arrivare a Ravenna, ma ancora più difficile – una volta arrivati - è andarsene". Così il programma "Fuori Roma" presenta la città. "Un incantamento di bellezza, d’oro e d’azzurro, tessere di mosaico che tengono insieme millenni, culture, popoli, tragedie e rinascite, voci, le voci, le arti. Non sembra nemmeno di essere in Italia, a Ravenna, una città che non somiglia a nessuna: spalle all’Occidente, un lembo d’Oriente in Romagna. Tre volte capitale: dell’impero romano, del regno degli ostrogoti, dell’esarcato Bizantino. Una piccola grande capitale dimenticata, da tutti ma non da chi ci vive, orgoglioso della sua morbida maestosa capacità di vivere e convivere in pace: i comunisti e i preti, gli imprenditori e i teatranti, la moschea e le basiliche, i mausolei. Il tempo sembra fermo, a Ravenna, e invece viaggia a una velocità diversa, verso un luogo che Dante avrebbe indicato come il Paradiso, che a momenti è stato l’inferno, sembra il Limbo, promette pace e quiete, ma brucia. Questa è la storia di un giovane sindaco trentenne, Michele De Pascale: eletto in corsa e per caso, alla scomparsa del candidato amatissimo, Enrico Liverani, morto in uno dei continui incidenti che funestano i cieli e la terra del cammino di chi vuole arrivare sin qui. Ci è morto Dante, a Ravenna, molti secoli dopo Serafino Ferruzzi, in aereo, voleva assolutamente tornare e c’era nebbia. Di un incidente d’auto è morto il candidato sindaco, a un incidente d’auto è scampato il sindaco attuale. Sono impervie le strade che portano a Ravenna, ma poi quando arrivi devi stare, o sempre tornare". 

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