Confindustria Ravenna, i 50 anni del Gruppo Giovani
Il Gruppo Giovani di Confindustria Ravenna ha celebrato il 50esimo anniversario. Un traguardo importante, sancito anche da una pubblicazione che ripercorre la storia del sodalizio.
Venerdì scorso, nella sala Benelli di via Barbiani, si è svolta l’assemblea ordinaria annuale del Gruppo Giovani di Confindustria Ravenna, sotto la presidenza di Giovanni Poggiali, alla quale erano presenti anche Giovanni Tampieri, Presidente e Marco Chimenti, Direttore Generale di Confindustria Ravenna.
Al termine della parte privata, dedicata alla relazione del presidente Poggiali sull’attività svolta e all’approvazione del bilancio, è stato l’ anniversario della costituzione Gruppo, avvenuta il 28 maggio 1960.
Per l’occasione il movimento ravennate si è fatto promotore di una pubblicazione, curata da Paolo Gambi, intitolata ‘100 anni di Confindustria, 50 anni di Gruppo Giovani’. Attraverso le interviste ai presidenti che si sono succeduti fino ad oggi, Vittorio Giuliani Ricci, Sergio Sangiorgi, Leonardo Spadoni, Luigi Emiliani, Massimo Bucci, Alessandro Curti, Silvia Zaffagnini, Paolo Zama, Massimo Melandri, Aldo Ferruzzi, Massimo Geminiani, Giovanni Poggiali, vengono rivissute le esperienze personali e raccolte varie testimonianze sui cicli economici di questo mezzo secolo trascorso.
Insomma, un “libro di famiglia”, è stato detto durante la presentazione, con una valenza ampia, perché di fatto ripercorre la storia del territorio. Una storia caratterizzata anche dalla solerzia e dal coraggio degli imprenditori, ha ricordato il giornalista Paolo Gambi. Dalle pagine del libro riemergono gli anni del boom, ma anche quelli del “riflusso”: in una società in cambiamento gli imprenditori si interrogavano sulla loro identità. E in quegli anni nel Gruppo Giovani le presidenze ebbero caratteristiche di “approfondimento culturale”.
“In occasione del centenario di Confindustria, i nostri giovani festeggiano una ricorrenza altrettanto importante – afferma il presidente di Confindustria Ravenna Giovanni Tampieri - i cinquant’anni di attività di un movimento dinamico ed energico, che ha saputo arricchire la nostra Associazione con progetti innovativi e un punto di vista diverso e originale. Sono loro il nostro più forte aggancio alla ripresa economica, il migliore degli investimenti possibili, la ventata di aria fresca necessaria per innovarsi e migliorare”.
“Oggi viviamo una velocità diversa rispetto al passato – è il commento di Giovanni Poggiali - in cui tutto muta in poche settimane o in pochi giorni, in un contesto di crisi che ha sconvolto il modo di fare impresa e di vivere la giovinezza anche a Ravenna e in Romagna. Essere giovani oggi è una sfida più dura, fatta di diffidenze e a volte di ostilità, lanciata da generazioni esperte per le quali non è immediata la comprensione di quelle successive”.
Terminata la presentazione del libro sono intervenuti i diretti protagonisti, a partire da Vittorio Giuliani Ricci, il primo alla guida del movimento dal 1965 al 1968: “Quando il presidente di Confindustria di allora, Paolo Passanti, mi disse di costituire il Gruppo Giovani, mi trovai a dover conciliare l’attività lavorativa con l’incarico associativo in una realtà che era tutta da costruire. Erano anni pieni di entusiasmo, di fervore di idee. Fu un’esperienza molto importante per me”. La pubblicazione a cura di Paolo Gambi è stata accolta con grande soddisfazione da tutti i partecipanti all’assemblea e dai numerosi past president che hanno preso la parola: oltre a Giuliani Ricci, anche Luigi Emiliani, Paolo Zama, Massimo Geminiani, Silvia Zaffagnini e Alessandro Curti.
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parole, parole, parole
Possibile che nessuno ammetta che nella nostra splendida romagna manca la cultura d'impresa...tutti questi saggi imprenditori che certamente sono stati validi fautori delle loro imprese in realtà non sono in grado di fare sistema arroccati come sono nelle loro aziende...pronti a diffidare di ogni professionalità che gli si presenta ma pronti a rincorrere, a volte falsi profeti, solo perchè provenienti da Milano o dalla lontana America.
Che tristezza vedere una zona ricca di aziende e raltà peculiari, di belle figure artigianali, di tanto ingegno che sta franando nelle sabbie mobili e che, per il troppo orgoglio, perde forza, spinta e competitivià solo per non avere l'umiltà di ammettere che si deve fare formazione, si deve fare squadra, si devono cercare altre strade ora, per non finire inesorabilmente nelle sabbia mobili fino e allora non si potrà fare altro che ricordare i fasti che furono.
Scusate lo sfogo sono una professionista delusa che negli anni ha avuto modo di sentire da tutte le associazioni di categoria tante belle parole,convegni, meeting, ecc... ma che ha constatato che "operativamente" non fanno nulla per fare crescere i loro iscritti, sia in numero che in qualità, e fare in modo che questa crisi sia un momento di crescita e di confronto per avviare un percorso positivo di formazione dell'imprenditore all'innovazione e al cambiamento nell'ottica di una globalizzazione che, se saputa sfruttare, potrebbe anche dare maggiore benifici a tutta l'economia regionale.
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