5 dicembre 2017 - Ravenna, Cronaca

Beni monumentali, un nuovo modello che fa discutere

Ancora polemiche sull’accordo che affida a RavennAntica beni statali

È stato un articolo de Il Fatto Quotidiano a riattizzare la polemica sull’accordo tra il Ministero dei Beni Culturali, il Comune, la Provincia di Ravenna e la Regione Emilia-Romagna per la cessione alla Fondazione RavennAntica della gestione dei più importanti beni del patrimonio artistico ravennate di proprietà statale.

Il pezzo, a firma di Vittorio Emiliani, apparso sulle colonne del quotidiano il 3 dicembre scorso, pone l’accento su come questa “imponente” cessione rappresenti “l’anticipo di una riforma che pasticcia ancor più la caotica riforma generale: la municipalizzazione cioè, a pezzi e bocconi, della valorizzazione (scissa dalla tutela) del patrimonio storico-artistico dello Stato e il suo successivo trasferimento a Fondazioni private locali”. Tutto ciò nel quadro, da più parti criticato, del depotenziamento delle Soprintendenze, come sottolineato dallo stesso Emiliani, che vede nell’accordo “un’operazione che svuota di poteri e di significato la Soprintendenza di Ravenna”.

Per Emiliani si tratterebbe di “Un banchetto di proporzioni gigantesche che rischia di trasformare i siti culturali in altrettante Pro Loco più moderne e ambiziose”.

Poi enumera i beni oggetto del “trasferimento”, fra cui Sant’Apollinare, il Mausoleo e il cosiddetto Palazzo di Teodorico, il Museo Nazionale di Ravenna, il Battistero degli Ariani, e altro ancora. “Il tutto senza alcuna gara d’appalto per i servizi di caffetteria, libreria, guide, ecc. Possibile? Possibile: secondo la direttiva UE 2014/24, ‘gli Stati membri, anziché affidare a terzi o esternalizzare la prestazione dei servizi, possono prestare o organizzare i medesimi con strumenti diversi dagli appalti pubblici’”.

Infine, Emiliani chiosa: “Secondo la convenzione franceschiniana, anche il Codice dei contratti pubblici, per assicurare la fruizione (...) del patrimonio culturale, prevede che il MiBACT ‘possa attivare forme speciali di partenariato con soggetti pubblici e privati (…) attraverso procedure semplificate di individuazione del partner privato’. In un Paese di poteri e clientele locali inossidabili, quanti pasticci saranno possibili con le ‘semplificazioni’, quanti scadimenti di qualità”.

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Ravenna Michele de Pascale e del presidente della Fondazione RavennAntica Giuseppe Sassatelli, che a mezzo Facebook hanno replicato: “I beni in questione non cambiano di proprietà ma restano dello Stato – spiegano -. Le prerogative del Polo Museale non subiscono alcuna variazione. Allo Stato continueranno a essere corrisposte le stesse percentuali e lo stesso ammontare degli incassi su biglietteria e bookshop.
La novità riguarda la loro gestione, in virtù di un accordo di valorizzazione di portata nazionale attraverso il quale Stato e Comune mettono insieme i servizi per l’accesso al loro patrimonio – beni statali e beni comunali, perché TAMO, la Cripta Rasponi e la Domus dei tappeti di pietra non sono dello Stato, come invece è scritto nell’articolo (…). L’oggetto dell’accordo sono i servizi aggiuntivi (biglietteria, bookshop, promozione e visite guidate) e quindi lo Stato non perde le sue prerogative e il Polo Museale continua a gestire i monumenti”.

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.