7 dicembre 2017 - Ravenna, Politica

Deposito Gnl, “Non condivisibile l’assenza di un maggior dibattito”

La nota di Paolo Guerra (Assoraro)

“Toccata con mano la crisi economica degli ultimi anni è ampiamente condivisibile la realizzazione di nuovi insediamenti produttivi in quanto utili allo sviluppo economico del nostro territorio. Soprattutto se nell'ambito dell'attività portuale ravennate che da anni fatica a ripartire anche a causa di colpevoli ritardi sull’approfondimento del Candiano”: esordisce così in una nota stampa Paolo Guerra, di Assoraro (Associazione di Idee per Ravenna e la Romagna). 

“Tuttavia – continua - non può essere condivisibile l'assenza di un maggior dibattito per un insediamento di tale portata semplificandolo fino a questo punto.

Il progetto iniziale dei serbatoi di gas naturale liquefatto (GNL) prevede nella prima fase uno stoccaggio avente una capacità nominale annua di approvvigionamento e di distribuzione di 520mila m3 di gas il quale, una volta completato il raddoppio, salirà a 1.040.000 m3. È vero che le norme comunitarie, promuovendo l’uso del GNL, di fatto rendono quanto mai attuale questo insediamento, ma al di là dei rischi legati ai serbatoi che tutti auspichiamo saranno contenuti grazie alle nuove tecnologie, vi saranno comunque delle conseguenze di enorme impatto legate al traffico dei camion che deriverà dalla sua distribuzione nell’entroterra, tema sul quale non pare vi siano stati adeguati approfondimenti.

Negli stessi progetti si accenna ad una prima fase in cui vi saranno 496mila m3 di gas distribuiti via camion e 24mila m3 attraverso le bettoline che riforniranno le navi di passaggio. Quando i serbatoi saranno a pieno regime, si arriverà a 700mila m3 smistati su gomma contro i 340mila via nave. 

Il dibattito e le proposte – continua Guerra - ma soprattutto le responsabilità da assegnare all’amministrazione locale per sostenere questo insediamento (non per contrastarlo), penso dovessero prendere in considerazione anche il congestionamento della via Baiona sulla quale, oltre al traffico attuale, si aggiungeranno centinaia di camion che trasporteranno i 700mila m3 di gas. Un traffico che si riverserà su un asse viario privo di strade alternative e in una zona industriale dove le interferenze con altri mezzi di trasporto potranno essere ulteriormente critiche. Tutto ciò influirà anche sul transito turistico, sovrapponendosi alle visite dei crocieristi in città e a coloro che in estate si recano sulle spiagge di Porto Corsini e di Marina Romea. Ed ancora ricadranno sul sistema paesaggistico ed ambientale essendo la Via Baiona a ridosso di una delle zone umide ravennati di maggior pregio, ma ancora ed incredibilmente priva di una barriera fisica a separazione fra il lato industriale e quello naturale, per la quale basterebbe una fascia verde ed alberata come viene fatto in buona parte dei distretti industriali europei.

A sostegno di questo progetto come di quelli futuri, ma anche in favore dei cittadini di Ravenna e dei residenti delle località di Marina di Ravenna, di Porto Corsini e di Marina Romea, non è necessario interrogare l’amministrazione sui limiti logistici che ci sono in questo distretto, inchiodandoli alle proprie decennali responsabilità per la mancanza di adeguate infrastrutture? Non deve essere colta l'occasione per comprendere come superare l'insufficienza di collegamenti viari a sostegno della portualità, richiedendo se e come sarà gestito l'ulteriore congestionamento sulla Via Baiona a nord del Candiano? In conclusione, fra l'accettare incondizionatamente e l'assistere silenziosamente, non vi sono altre modalità di confronto?”.

 

 

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