9 dicembre 2017 - Ravenna, Cronaca, Politica

"Autovelox a go-go, per ridurre la velocità ci sono altri metodi"

La nota di Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna). "Una vergogna". "Previsto per il Comune un aumento degli incassi delle multe da 6 a 10 milioni"

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, interviene sui nuovi autovelox sulle strade ravennati. "Il sindaco di Ravenna ha esaltato che “il bilancio del 2018 è probabilmente il più importante di questa consiliatura”. Tra “i tratti politici che la giunta sta mettendo in campo e si cominciano a vedere”, ha nominato “l’invarianza delle aliquote nei tributi locali Imu, Tasi, addizionale Irpef e tributi minori”. Peccato che lo imponga una legge dello Stato. Ma soprattutto, che la più importante “novità” del prossimo bilancio comunale è laumento da quasi 6 milioni a 10 degli incassi per le multe, perseguito con la disseminazione sul territorio ravennate di 58 nuovi autovelox". "Pure la Provincia di Ravenna, presieduta anch’essa da De Pascale, viaggia, con le nuove proprie installazioni, ben oltre i 6 milioni del suo più recente bilancio consuntivo. E va anche detto che i “nostri” 10 milioni sono al netto del 50% delle multe verbalizzate coi numerosi autovelox che il Comune installerà non già solo nei centri abitati ma sulle strade extraurbane, l’altra metà dovendo essere versata agli enti proprietari delle stesse, quasi sempre la Provincia, così contribuendo anche alle rispettive casse.

 

ALTRI SISTEMI DISSUASIVI

In una ragionevole misura, laddove invocati dai consigli territoriali, comitati cittadini e pro-loco per fronteggiare situazioni particolarmente pericolose, gli autovelox sono giustificati. Ma il loro indiscriminato spargimento si configura invece come una surrettizia tassa di circolazione, utile a soddisfare la fame di soldi di un’amministrazione ingorda, incurante di sforare con ciò gli impensabili 200 milioni annuali della propria spesa di consumo. L’ineffabile vice-sindaco se ne fa un vanto dichiarando che “non c’è altro deterrente per rendere le strade più sicure scoraggiando l’alta velocità”, quasi che la sicurezza stradale non dipendesse molto anche dalla condizione delle strade, da noi disastrata e trascurata, e ignorando che, oltre ai controlli con gli occhi umani della polizia municipale, da noi inesistenti, per ridurre la velocità dei veicoli esistono molte altre modalità dissuasive legittimate dal codice, da noi sconosciute o quasi: i sistemi di rallentamento ad effetto ottico o acustico o vibratorio; nelle strade residenziali, i dossi artificiali; i semafori pedonali che scattano rossi quando un veicolo supera il limite di velocità; una più congrua diffusione di attraversamenti pedonali, anche rialzati e/o colorati e/o illuminati; l’introduzione degli attraversamenti ciclabili; ecc. È peraltro deleterio che ben 48 autovelox su 58 saranno di tipo mobile, con obbligo di stazionamento sul posto di una pattuglia di vigili urbani, che, per avere un congruo effetto dissuasivo, deve essere costante, non occasionale. Ma non si può certamente distrarre metà del Corpo a tale scopo, sottraendolo alle già troppo scarse attività di presidio del territorio per l’ordine e di sicurezza pubblica e per le infrazioni ai molti regolamenti comunali, oltreché alle molte altre norme del codice stradale oltre il limite di velocità.

L’EFFETTO CASSA

C’è una cartina di tornasole che smaschera l’effetto cassa degli autovelox a go-go. La legge impone ai Comuni di impiegare la metà del ricavato dalle multe sul codice della strada per il potenziamento della sicurezza stradale. Il Comune di Ravenna rispetta questa norma solo di facciata. Se si va a vedere nel bilancio, si legge che, oltre a comprendere le spese di gestione e di riscossione delle multe, tale somma è impiegata per il 52,5% nella mera manutenzione delle strade e della segnaletica stradale, per l’11,6% nella pubblica illuminazione, per il 7,3% sul fondo di previdenza dei dipendenti della polizia municipale e per 18,6% nell’acquisto di attrezzature e automezzi della polizia stessa: spese ordinarie dei Comuni effettuate  sempre, da prima ancora che ci fossero gli autovelox, con le entrate ordinarie: spese dovute ai cittadini, a prescindere da come rispettino il codice stradale, sul conto delle tasse di ordine generale (IMU, TASI, IRPEF, ecc.) che versano al Comune, oltre 130 milioni l’anno a Ravenna. L’elenco delle opere veramente volte a migliorare la sicurezza stradale, da farsi col 50% delle multe incassate, potrebbe comprendere invece, guarda caso, quelle che sopra ho solo parzialmente indicato.

Ciò mi porta a dire col ragionamento, non per mera polemica, che 58 autovelox in un solo anno, per un Comune di provincia come quello di Ravenna, sono una vergogna politica".

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