10 dicembre 2017 - Ravenna, Cronaca

Daini in pineta, "il silenzio della Provincia"

Spadoni (Civici): "I cittadini dovrebbero conoscere meglio la situazione".

Gianfranco Spadoni, consigliere "Civici" Provincia di Ravenna, interviene sulla questione legata ai daini. "Rilevo,  ancora una volta, il silenzio assordante dell’ Amministrazione   provinciale.  Non avrei mai pensato che l’espressione in lingua russa glasnost apparentemente caduta in desuetudine fosse  così di casa nell’ente di piazza dei Caduti tenuto conto che i risultati dei censimenti dei daini, l’organizazzione del piano di prelievo, selezione, sterilizzazione, contraccezione, cattura ed eventuale trasferimento ad altro luogo di questi mammiferi, non fossero mai stati resi noti. Si ha l’impressione che tutto sia passato, volutamente,  nel dimenticatoio!", esordisce il consigliere. "Non si conoscono, infatti,  se sono stati attuati progetti di dissuasione e di recinzione di alcune parti delle varie zone pinetate oltre alla messa in opera  delle modalità, dei criteri e delle tempistiche di tali azioni al solo scopo di  ottenere un quadro complessivo e verificare le varie fasi di lavoro. Nel merito della questione in oggetto, tenuto conto che la popolazione degli ungulati era considerata eccessiva dall’ente provinciale e il piano degli abbattimenti si è rivelato un vero  bluff rinviato poi a  un successivo piano di selezione, viene spontaneo chiedersi quale esito abbiano avuto i vari provvedimenti adottati dall’ente. Sul versante, poi,  della sicurezza stradale, ad esempio, le proposte di recintare determinate zone, specie quelle più esposte e adiacenti alle vie di comunicazione per evitare possibili incidenti, sono state completamente realizzate?

A tale azione di tipo preventivo e precauzionale, si aggiunge, inoltre,  la questione focale della limitazione della crescita della popolazione del daino nella pineta. Se, infatti,  l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale Ispra esprimeva perplessità sull’uso dell’ immuno contraccezione, occorreva  pensare ad altri percorsi tesi a mantenere stabile la presenza controllata di questi esemplari, avendo, peraltro costatato in tutti questi anni un’ evidente carenza in termini di vigilanza da parte della Provincia,  i cui risultati si sono  rivelati poi molto dannosi dal punto di vista ecologico.

In altri termini i cittadini dovrebbero conoscere meglio la situazione soprattutto alla luce delle iniziative adottate dall’ente di piazza dei Caduti. Invece tutto tace", conclude Spadoni.

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